Il pestaggio a cui avrebbe assistito il figlio del sindaco di Roma Gianni Alemanno divide in due il movimento giovanile del partito di Fini. La polemica parte da un articolo pubblicato sul sito ufficiale di Futuro e Libertà che condannava il presunto “attacco mediatico” subito dal primo cittadino della Capitale e si sposta sull’atteggiamento dei vertici del partito nei confronti dei rigurgiti neofascisti da sempre collaterali al movimentismo giovanile di destra.

A spaccare i dirigenti di Generazione Futuro è un editoriale apparso sul portale di Fli, firmato da Annalisa Terranova, nel quale si afferma che “la campagna iniziata dal Fatto quotidiano contro Gianni Alemanno con il pretesto di una rissa in una festa privata finita male è sgradevole e ricorda le tecniche del linciaggio mediatico”. L’autrice dell’articolo afferma poi che “l’allarme sul fascismo adolescenziale è sciocco e fuori tempo”.

Apriti cielo. Non tutti i dirigenti finiani infatti hanno gradito questa difesa a spada tratta di Alemanno, vista anche la gravità delle accuse, né tantomeno la presa di distanza da un problema invece molto sentito, come quello del rapporto tra partiti di destra e neofascismo. E così hanno deciso di scrivere una lettera aperta a Flavia Perina, deputata e leader del Fli di Roma, per chiederle di prendere una posizione chiara sulla vicenda. L’appello è firmato da Pietro Zamparelli, dirigente romano della giovanile futurista, e sostenuto da molti altri quadri. “E’ evidente che la signora Terranova non ha letto con sufficiente attenzione l’articolo – scrive Zamparelli – dove non si parla ne di rissa, ne di un’ipotetica festa privata, ma si parla di pestaggio da parte di 10-12 persone nei confronti di un ragazzo di 15 anni, avvenuto, non durante una festa privata, ma in una residenza privata, nella quale il figlio di Alemanno e alcuni suoi amici erano entrati senza autorizzazione”. I firmatari della lettera non ravvisano “alcun intento di linciaggio mediatico nell’aver raccontato un fatto accaduto due anni e mezzo fa, cui è seguita solo una denuncia per violazione di domicilio, poiché il ragazzo malmenato non ha sporto denuncia per paura di ritorsioni, come racconta il Fatto; denuncia che stava per essere archiviata senza che fosse stata fatta chiarezza su quanto avvenuto”. “Liquidare con quelle parole la gravità di quanto raccontato, è assolutamente inopportuno e superficiale”, concludono i dirigenti di Generazione futuro.

L’ex direttore del Secolo d’Italia – che aveva già affrontato l’argomento in un editoriale di pochi giorni fa – risponde su Facebook, poche righe per spiegare che “tutti conoscono il mio livello di condivisione per le politiche di Alemanno” ma che“usare suo figlio per attivare una macchinetta del fango non va bene. Altre sono le responsabilità, altro il problema della rincorsa di suggestioni estremiste”. I giovani futuristi che avevano lanciato l’appello però non sembrano soddisfatti. “Non bisogna sottovalutare certi aspetti altrimenti l’azione politica della destra in ambito giovanile continuerà ad essere monopolizzata da questi atteggiamenti”.

Il dibattito si sposta quindi sul neofascismo che serpeggia nelle organizzazioni giovanili di destra. Tollerare o condannare? Chiudere gli occhi davanti ad alcuni atteggiamenti “nostalgici” – con il rischio che poi sfocino nella violenza – o sgombrare il campo subito, al prezzo però di perdere la parte dei giovani militanti più sensibili al “fascino” di un Ventennio mitizzato? La discussione sul social network è animata, ma la tesi prevalente è abbastanza chiara. “Il partito dei ‘nostalgici ma non troppo’ può puntare al 2-3% – si legge in un commento – Il partito di Zamparelli, ben oltre”.