L'avvocato Niccolò Ghedini

Silvio Berlusconi ricusa i giudici milanesi del processo Mills, in cui l’ex premier è accusato di corruzione in atti giudiziari. I difensori del leader del Pdl hanno depositato l’atto controfirmato dall’ex presidente del Consiglio. Alla base della richiesta, tra gli altri argomenti, il taglio di tre testi della difesa deciso ieri dal tribunale. Con la ricusazione in corso, comunque, il processo non si ferma fino alla sentenza quando, secondo la giurisprudenza, i tribunali congelano il procedimento e attendono l’esito della ricusazione. A valutare le lamentele dell’imputato Silvio Berlusconi sarà la Corte d’appello di Milano, la cui pronuncia finale è comunque ricorribile in cassazione.

Intanto, l’ex presidente del Consiglio potrebbe comparire in aula il prossimo 31 gennaio per rendere dichiarazioni spontanee. Attesa anche per l’intervento della consulente tecnica della difesa, Claudia Tavernari. La successiva udienza il 3 febbraio, riservata alle eventuali conclusioni della Tavernari e all’ultima parte della deposizione di David Mills. Nell’udienza del 6 febbraio sarà invece sentito l’armatore napoletano Diego Attanasio. Con la decisione dei giudici di tagliare tre testi della difesa, ci potrebbe quindi essere il tempo di arrivare a sentenza prima dello scadere dei termini della prescrizione, che è collocata dal 14 al 18 febbraio (anche se la difesa invoca la fine di gennaio come termine).

E il colpo di scena non è mancato nemmeno nel processo Ruby. Il Tribunale non ha accolto il calendario delle udienze proposto dalla difesa di Berlusconi e gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo hanno lasciato l’aula. Si è aperta così la nuova udienza del procedimento in cui Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. I legali dell’ex presidente del Consiglio avevano chiesto ai giudici di annullare l’udienza già in calendario lunedì prossimo, 30 gennaio, e di rinviare quella già in agenda per il 10 febbraio perché Berlusconi dovrà comparire davanti al gup che celebra l’udienza preliminare del procedimento relativo al passaggio di mano dell’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte durante la mancata scalata alla Bnl, mentre il 10 febbraio i legali dell’ex capo del governo saranno impegnati a preparare l’arringa difensiva da pronunciare il giorno immediatamente successivo nell’aula del processo Mills.

Il collegio presieduto da Giulia Turri, però, non ha fornito una risposta nel merito, limitandosi a dire che la questione sarebbe stata affrontata a fine udienza. A quel punto Ghedini si è tolto la toga e, dopo aver nominato come proprio sostituto processuale l’avvocato Giorgio Perroni, ha lasciato l’aula. “Siamo indignati. E’ intollerabile il modo in cui viene trattata la difesa Berlusconi a Milano. Non è questo il modo di trattare gli avvocati”. A fine udienza i giudici hanno in ogni caso deciso di non accogliere la richiesta di Ghedini.