Non mi aspettavo tanto tiepido torpore, le poche e poco significative reazioni non sono sufficienti, se proporzionate alle dimensioni della questione. Mi riferisco al numero di 130 caccia Loocked F35 (pure se ora ridotti a 90) che lo Stato italiano sta acquistando per la cifra di 15 miliardi di euro (ora ridotti a 11). Una decisione che stupisce per come diventi ridicola, poi comica, tragicomica, irritante e infine inaccettabile se si pensa alla facilità con cui invece il governo va a pescare in tasca a salariati, pensionati e pensionandi.

L’Italia ripudia la guerra… recita la Costituzione, e invece un conto da 10/15 miliardi di euro, un sesto della manovra Monti, per coprodurre e acquistare macchine che posso essere usate solo per scopi bellici.

Questa sorta di anestesia totale in materia svela come ci siamo abituati a subire la bolletta degli armamenti, rassegnati a pagarla neanche fosse necessaria come quella del gas e, attenzione, ègià pronta anche quella per nuovi carri armati, cannoni e, fiore all’occhiello per l’alta uniforme di questi scriteriati scialacquatori, una portaerei.

Però nessuna sollevazione popolare, nessuna protesta di piazza e, ovviamente, nessuna contestazione da parte dei partiti di governo o di opposizione in sede di discussione di nessuna delle 3 o 4 (lo ammetto: ho perso il conto) manovre economiche degli ultimi mesi. Le patetiche pretese di questi galantuomini di rappresentare le nostre necessità, le nostre aspettative, i nostri progetti, la nostra economia, si sono una volta di più rivelate come le squallide ipocrisie di lobbisti.

Dopo avere toccato le pensioni Elsa Fornero, ministro titolare di delega a lavoro e politiche sociali, ha esibito i suoi coccodrilleschi esercizi di lacrimazione, poi è passata a minacciare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, confermando in questo la continuità di intenzioni e la precisione con cui i governi, succedendosi, prendano la mira. Passare dalla servile ribalderia di Sacconi all’indecente piagnucolare della sua improbabile successora non cambia nulla.

Ma perché toccare così improvvidamente le pensioni se con un unico taglio agli aeroplani il problema sarebbe risolto? Quali redditi vogliono garantire i nostri politici-affaristi? Da quale esclusivo club temono venga estromessa l’Italia? Tanto irrinunciabile da preferirlo ai diritti e al benessere di chi ha lavorato una vita e di chi non ha altra fonte di (misero) sostentamento, o anche di chi contribuisce all’economia familiare spesso con un piccolo ma sempre più necessario apporto?

Ma soprattutto, possibile che non ci si sia mai domandato quale bisogno abbiamo realmente delle Forze Armate? La Marina pattuglia i mari, qualche volta salva i migranti sui barconi e qualche volta li affonda, non c’è bisogno di cannoni, sebbene destra e Lega siano uniti nel chiedere che vengano cannoneggiati. L’Aereonautica più che coprire la verità della strage di Ustica non fa molto, ma se quegli aerei fossero dei Canadair necessari a spegnere gli incendi estivi sarebbe comprensibile, ma i cacciabombardieri…?! le stesse Frecce Tricolori non sono altro che una vana e dispendiosissima esibizione di quell’arma che per primi fummo bravi ad usare in guerra, mi pare grottesco esserne addirittura orgogliosi. L’Esercito? Gli Alpini sono sempre stati splendidi nell’aiutare le popolazioni montane, ma ora sono vilmente impiegati in operazioni di polizia a protezione dei cantieri dell’Alta Velocità in Val di Susa, ridicolizzati dai loro “Veci” che, contestando loro e la Tav, difendono davvero la loro gente e le loro montagne. I bersaglieri hanno sparato e ammazzato in Iraq, forse per proteggere un pozzo di petrolio a Nassirya e i parà della Folgore si sono distinti nella tortura in Somalia, ma si sa che nelle “missioni di Pace” ci si deve sporcare le mani per poter esibire cifre di comodo e qualche morto da poter chiamare “eroe”.

E’ disgustoso il rifinanziamento di queste micro guerre i cui echi nemmeno disturbano le notizie del campionato di calcio, che l’intero arco parlamentare stia unito nel consenso e nel silenzio e nessuna voce riveli come siano solo degli ottimi affari, come tutte le guerre del resto.

Tutti uniti nel garantire la continuità di una tradizione di sadici viziosi che con animo contorto si vendono per eletti a baluardo della civiltà occidentale (!), la civiltà delle tangenti, delle bustarelle e degli effetti collaterali.

Pare evidente che, il fortunatamente ex ministro, La Russa, quello stesso che saltava davanti alle telecamere per cavalcare la protesta dei tifosi del calcio catanese, avesse ben chiaro questo concetto. Non è dato sapere chi intendesse far viaggiare in Maserati, acquistandone una ventina in conto al ministero di cui era incaricato e nemmeno perché ne siano state restituite solo la metà, certo è che fiumi di soldi sono sempre passati di là e che, ora che la “minaccia sovietica” è un ricordo che crea difficoltà solo a chi lo studia, un fascista come lui si è ben adattato alle nuove strade utili a fare rifulgere, se non di gloria, almeno di costosi lustrini, gli stendardi e le bandiere indelebilmente lordi del sangue dei tanti sacrificati, sia “nostri” quanto “nemici”, sotto l’alibi del dovere.

Senza ipocrisia la scelta di Monti per il suo successore. Un militare, non un “civile” a tenere le parti della lobby degli armaioli, il generale Giampaolo Di Paola. Costui ha già cominciato il suo tristo lavoro imponendo l’approvazione del bilancio della Difesa in sede di commissioni di Camera e Senato senza fornirne i dati relativi costringendo i parlamentari addirittura a lamentarsene.

Tornando però ai 90 cacciabombardieri che stiamo acquistando, il ministro/generale, tace i problemi di progettazione come quelli di finanziamento che, è notizia pubblica oltreoceano, invece allarmano il Pentagono. I militari statunitensi, preoccupati per via della crisi economica che investe l’aerea Euro, temono che diversi governi alle prese con problemi economici disdicano importanti commesse ai loro costruttori d’armi. Naturalmente il nostro esecutivo è invece preoccupato di fare bella figura e dimostrare, da par suo, la nostra serietà, ma come può essere considerato serio chi acquista armi (per di più non funzionanti) mentre allo stesso tempo taglia gli investimenti nella cultura, nella sanità, nella scuola e nel sociale… questo è il governo dei banchieri, quello che succede al governo degli affaristi.