La pagina Facebook di Michel Martone

“Se a 28 anni non sei laureato, sei uno #sfigato. Ok. Ma se dopo esserti laureato a 23 a 28 sei al decimo stage, chi è lo sfigato?”. Piovono migliaia di commenti sul Web, da Twitter a Facebook, sulla dichiarazione del viceministro del Lavoro Michel Martone che per insistere sulla necessità di “far passare messaggi culturali nuovi” alle ultime generazioni, ha usato parole pesanti: “Dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni, sei uno sfigato”, ha detto nel corso di un convegno sull’apprendistato organizzato dalla Regione Lazio. Poi, sommerso dalle reazioni negative della politica e del web, ha ammesso di non avere avuto “la sobrietà necessaria”.

Sul sito di microblogging, i trending topic sono già diventati #sfigato e #Martone, con centinaia di utenti che ricordano al viceministro la sua condizione di privilegiato oltre alle sfumature personali che possono far ritardare il momento della laurea fino ai 28 anni. In tanti ripescano l’esempio di Steve Jobs, star planetaria e imprenditore di successo non laureato (“Ma sbaglio o Steve Jobs era uno #sfigato pure lui?”, scrive Alessandro) ed esempi paradossali (“Ho 38 anni, tredicesimo fuoricorso di Ingegneria. L’anno scorso fatto 6 al Superenalotto. Sono uno sfigato?”, chiede Tommaso) mentre altri rinfacciano con sarcasmo la sua gavetta d’elite: “Diciamo la verità – nota Fabrizio -: l’ideale, a 28 anni, è avere un papà importante di nome Antonio che va a cena da Verdini in odor di P3”. Prosegue pungente Paolo: “Guardate che il viceministro #martone voleva dire un’altra cosa”, ovvero “se a 28 anni non sei figlio di qualcuno, sei uno #sfigato”. E, commentano online, “c’è pure chi è tanto sfigato da non nascere amico di famiglia di Previti“.

C’è anche chi prova a invertire la tendenza e invita alla riflessione. “Il tema è importante – leggiamo su Twitter -, parliamone e cerchiamo di fare passi avanti anziché accapigliarci su #Martone”, che “è stato poco istituzionale, ma non ha tutti i torti. Cosa ne pensate?”. Eppure prevalgono risentimento, delusione e sarcasmo. La sua infatti, secondo Emilio, è una “dichiarazione degna di un qualche ministro dell’ex governo Berlusconi“, perché “se ti laurei a 28 anni puoi essere uno sfigato sì. Un fancazzista, un lavoratore, o un genitore”.

Non manca chi, come Giorgio, ricorda il passato del viceministro da consulente di Renato Brunetta: “Se ti chiami #Martone, proprio come tuo padre – proseguono in rete – e @renatobrunetta dà da mangiare a entrambi allora vuol dire che hai culo. #sfigato!”. Martone junior infatti è stato consulente e consigliere giuridico dell’ex ministro della Pubblica Amministrazione, che lo scorso giugno aveva fatto ribollire il web per avere detto rivolto a un gruppo di precari: “Siete l’Italia peggiore”. Lo stesso ministro un anno fa aveva lanciato la provocazione di una legge per fare uscire di casa i ragazzi a 18 anni. Nel mirino erano di nuovo finiti i ‘bamboccioni’, termine coniato per la prima volta da Tommaso Padoa Schioppa per indicare i figli che, già maggiorenni, continuano a vivere alle dipendenze dei genitori. Anche in quel caso si erano moltiplicati messaggi in Rete contro la boutade dell’allora ministro dell’Economia, accusato di malcelare indifferenza rispetto alla difficoltà di accesso al lavoro, all’assenza di meritocrazia e alla precarietà che non consente di ottenere un prestito dalla banca per pagarsi il mutuo.

Intanto sulla pagina personale di Martone gli utenti continuano a esprimere critiche e disappunto. A differenza di Twitter, però, sulla sua bacheca decine di ‘amici’ virtuali concordano con la sua presa di posizione, aldilà del linguaggio utilizzato, per enfatizzare la necessità di voltar pagine e responsabilizzare i giovani.