Dato che si moltiplicano in rete i post e gli articoli che stigmatizzano come sciacallaggio chi va a vedere la nave semiaffondata davanti all’Isola del Giglio, vorrei contro-corrente prendere posizione non dico a favore, ma almeno a difesa, degli innocui turisti gitanti e curiosi che vanno a vedere lo spettacolare relitto. Non capisco lo stupore e sono quasi scandalizzato dallo scandalo.

Il naufragio della Concordia è stato un grandioso spettacolo, una storia che ha catturato l’attenzione dei media non perchè costituisca un grave e frequente dramma sociale ma perchè sembra un grande film di effetti speciali, la grandezza della nave, e di grottesca tragedia mista persino ad aspetti comici, nel suo svolgimento. Non ho nulla di specifico e di intelligente da dire nel merito di una vicenda che ho seguito poco. Vorrei solo che fossimo tutti coscienti dei motivi per cui questa è stata la notizia numero uno in Italia per così tanti giorni di fila, e abbia avuto anche così tanta eco internazionale. Si tratta – se non vado errato – di una trentina di morti, tra vittime accertate e dispersi che difficilmente saranno trovati vivi. E da nove giorni questa notizia occupa uno spazio enorme nel flusso informativo, solo adesso sta un po’ calando.

Se mi perdonate l’espressione – che può sembrare cinica – la copertura mediatica in proporzione al numero delle vittime è stata altissima. Nello stesso periodo temo ci siano stati più di cento morti per incidenti stradali o sul lavoro ma neanche lo posso sapere. Se quindi c’è stata tanta Tv su questa tragedia grazie alla clamorosa immagine dell’enorme nave rovesciata, perchè riprenderla e guardarla in tv va bene, e andarla a fotografare no? E’ una mancanza di rispetto per le vittime? Ma , scusate, dopo quanto tempo guardare un relitto – o una rovina derivante da bombardamenti – è legittimo turismo? C’è un limite preciso tra il presente e il passato? Non so se abitando vicino sarei andato al Giglio a fotografare i miei cari col relitto alle spalle. Ma non capisco sulla base di quali certezze etiche venga condannato chi lo fa.