Skip to content


Sei in: Il Fatto Quotidiano > Stesso tono, st...

Per chi fa politica, tecnico o manovale che sia, il compromesso è inevitabile. Quello più fastidioso per Mario Monti è l’intervista televisiva che, rispetto a una lezione in Bocconi, prevede le domande e soprattutto un interlocutore, si spera non arrendevole, ben più incalzante di un gruppo di studenti. Il governo dei professori e dei banchieri, sin dal primo giorno, cerca di spacciare un’ammirevole educazione con la trasparenza assoluta: convocano la stampa, accettano interventi dei cronisti (non tutti, quasi), ronzano ordinatamente nei programmi d’informazione, meglio conosciuti come intramontabili salotti. Il Monti televisivo a Otto e mezzo su La 7, ospite d’onore, è identico al Monti in conferenza stampa, un’ora prima per illustrare il decreto legge: stesse battute di spirito, stesse citazioni di profilo internazionale e dunque montiano per antonomasia (un articolo utile su Les Echos), stessi ringraziamenti trasversali e molto istituzionali al presidente Giorgio Napolitano, ai rappresentanti dei giovani, ai sindacati coinvolti, al Consiglio dei ministri e, infine, al contributo coreografico dei partiti. Monti non cambia mai tono di voce, né per chiedere ai cittadini i soliti e ormai irrinunciabili sacrifici, né per trasmettere un senso di ottimismo o raffreddare taccuini e telecamere con un po ’ di ironia. Non conosce il mezzo televisivo, ma capisce che sarebbe un errore ignorare il contatto mediatico con i cittadini, in assenza (passata e fu-tura) di un rapporto elettorale. Il premier ha esordito fra le poltrone bianche e placide di Porta a Porta, in quel contesto tipicamente docile con il governo in carica, il professore ha parlato ininterrottamente per mezz’ora. Poi è andato a Che tempo che fa di Fabio Fa-zio, una variante moderna di Porta a Porta, ma ugualmente comoda per un messaggio senza interruzioni del conduttore. Le apparizioni televisive di Monti rispettano l’ordine schematico dei provvedimenti che egli stesso definisce “fasi”: arrivano le tasse (va da Vespa), stanno per arrivare le liberalizzazioni (va da Fazio), arrivano rivoluzionarie liberalizzazioni (va da Lilly Gruber). Oggi pomeriggio c’è un passaggio più delicato, e montianamente imprevedibile: un’ora di faccia a faccia con Lucia Annunziata su Rai 3. Sarà complicato riscaldare il copione utilizzato in conferenza stampa venerdì sera. A differenza dei politici più consumati e consunti, guai a considerare Monti un politico dilettante oppure uno sventurato alieno, il professore sarà ricordato per i comunicati ufficiali di palazzo Chigi. Come per i comici migliori, la vera forza sono gli autori. Ma in televisione sei solo, non importa quanto preparato. Quando c’è tempo per scrivere è più facile: memorabile la replica a Roberto Calderoli che accusava il premier di aver organizzato una festa di capodanno a palazzo Chigi. Il leghista annunciava interrogazioni parlamentari con un inedito tono austero, mentre Monti rispondeva descrivendo una cena in famiglia e indicava dove e quando la moglie aveva cotechino e le lenticchie. Venerdì il Consiglio dei ministri ha superato le 8 ore di fila di negoziato, tranne una pausa in sede con “tramezzini e panini”. Invece, in televisione, Monti si mostra glaciale e rassicurante, sicurissimo di sé. Ma senza domande siamo tutti bravissimi.

Il Fatto Quotidiano, 22 Gennaio 2012