Quando si ha voglia di fare il giro del mondo in una giornata bisogna prendere il treno e scendere a Zurigo. Sul lato della stazione, degli amici africani gestiscono per conto del Comune un servizio di nolo gratuito di bici. Basta prenderne una, con una semplice firma su un modulo, e ti avventuri per la Città tutta transitabile su piste ciclabili.

Il primo Kreis (quartiere) che incontri è quello centrale che scorta in parallelo la famosa Bahnofstrasse con il fiume Sihl e una strada di collegamento incisa da ponti affollati di pedoni. Accanto al fiume scorgi la palazzina magica degli italiani. Di fronte a trecento metri c’è la Borsa, enorme e squadrata, e lì nella Weberstrasse, scorgi la palazzina.

E’ il presidio italiano delle Acli, che negli anni hanno costruito con generazioni di lavoratori italiani una delle più centrali e visibili eccellenze italiane. Negli anni ’80 e ’90 tutti i lavoratori italiani in un modo o nell’altro sono passati da quel palazzo dove hanno imparato il mestiere di muratore, di meccanico, di Hauswart (portiere e manutentore di condomini), parrucchiere. Tutti gli italiani di Zurigo hanno un ricordo che li porta alla Weberstrasse dove hanno frequentato anche corsi di lingua.

Il Comune di Zurigo sostiene questa realtà, certificata nel territorio svizzero come ente di formazione professionale e assistenza agli italiani e non solo. Il Palazzo lascia stupefatti gli abitanti dello Stivale che visitano la capitale economica e culturale della Svizzera per via della sua centralità e la sua imponenza. Poi, vedere le scritte italiane visibili in un luogo vicino a quelle del colosso editoriale Tamedia fa un certo effetto.

Quando hai modo di entrare nel palazzo ti accorgi che c’è un cuore italiano che pulsa forte dentro. Al piano terra vedi un asilo, che la Commissione di controllo degli asili di Zurigo lo ha definito uno dei migliori del quartiere. Parlando con il direttore del centro, un quarantenne italiano dal nome e la provenienza che è tutto un programma, Paolo Vendola di Terlizzi, scopri che l’asilo bilingue è un elemento di diffusione della lingua di Dante per le tante famiglie residenti nell’area: “Lo abbiamo fondato per permettere a chi frequenta i nostri corsi di tenere vicini i bambini. Poi la richiesta è stata così grande che è diventato un vero e proprio asilo del quartiere che accoglie bambini di diverse nazionalità.”

E quindi ti capita di vedere sulla porta i genitori che aspettano l’ora di uscita accanto ai corsisti che studiano web design, informatica, giornalismo, marketing e pubblicità. Certo, ci sono ancora i corsi per muratori, quelli classici che l’Enaip Svizzera ha sempre fornito ai propri utenti. Ma oggi nel Palazzo della Weberstrasse si sperimentano nuovi percorsi di formazione professionale che servono ai giovani italiani di seconda generazione.

Senti voci dal cortile accanto. Sono i ragazzi della scuola ebraica adiacente. E allora guardando la Borsa lungo il fiume ti accorgi che il mondo lo puoi incontrare in un quartiere di Zurigo, nel quale, per una volta, gli italiani non sono “alla cucina”, ma si dedicano alla formazione e alla ricerca ottenendo risultati eccellenti e in competizione con le più avanzate strutture del Centro Europa.

Questo presidio mostra che c’è un’etica italiana alla base di un sistema di sviluppo sostenibile. Forse, se ci si guarda un po’ in giro, la si trova fuori dall’Italia tra i giocattoli dell’asilo italiano e i laboratori di informatica nella Weberstrasse.