Vignetta di Natangelo sulla Concordia e il comandante Francesco SchettinoPochi giorni fa una nave da crociera, la Costa Concordia, è affondata al largo dell’Isola del Giglio. L’evento ha dell’incredibile. E del tragico. Ma più che nei morti, nei dispersi, nel panico, vedo il tragico soprattutto nel protagonista assoluto di questo dramma: il capitano Schettino, al quale ho dedicato – sfidando la mia proverbiale pigrizia – l’instant comic (Cose) che capitano! (che potrete leggere a questo link).

Il capitano è l’ultimo ad abbandonare la nave: e chi ha scritto questa legge? Quali uomini senza cuore? Schettino fuggiasco diventa, chessò, una nuova Medea, obbedisce ad una sua legge morale: salvarsi il c… E perché non potrebbe valere anche questa nuova legge: il capitano sia il primo a salvarsi il c…. Di capitano ce n’è uno, tutti gli altri son nessuno.

Il balbettante Schettino che risponde al superiore che gli intima di tornare a bordo: l’odioso superiore che al telefono lo tratta come uno studente impreparato e vigliacco? Ci si aspetta che la telefonata finisca con un “Schettino, torna a posto. Sei un asino e a settembre ti boccio”. Una tragedia che questo involontario talento da eroe trasforma, decodifica e ricodifica immediatamente, in farsa.

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