Se fosse un film, sarebbe il cuore della scena madre, la punta più alta del climax. “Vada a bordo c…!” urlerebbe il capo della capitaneria di porto al comandante infedele che balbetta dall’altra parte della cornetta.
La frase, così, virgolettata, entrerebbe di diritto nella storia del cinema, al pari di “Sono Wolf, risolvo problemi” di Pulp Fiction o “Ehi tu, Biff, toglile le mani di dosso!” di Ritorno al Futuro. Invece, come sappiamo, si tratta della realtà, l’assurda realtà italiana nelle sue due facce speculari del gaglioffo incosciente e del probo servitore dello Stato. Ieri su Internet la telefonata De Falco-Schettino è diventata immediatamente un tormentone. Non poteva essere altrimenti visto che anche i tg all’estero hanno rimandato in onda la surreale conversazione.
Ma la Rete mastica, ironizza, critica, rielabora, inventa. Qualcuno, inevitabilmente, prende la frase del giorno e la riscrive in chiave Soliti idioti: “Dai c… Schettino vai a bordo e nun fa gridà papà che sta a morì de prostatite c…”, paròdia l’utente Gianmaria su Facebook. C’è chi, come il sito frankezze.it, si butta invece sul fotomontaggio in stile Lino Banfi: “Vieni a bordo Schettino” dice un comandate nei panni del “disgraziato maledetto”. E non manca chi, alla modica cifra di euro 12,90, la butta sul commerciale mettendo in vendita sul web una maglietta bianca con una scritta nera (la scritta, ça va sans dire, riporta l’ordine di De Falco).
Su Twitter, infine, #vadaabordocazzo è stata tutto il giorno l’hashtag più calda. C’è chi la rilegge in chiave storico-fascista: “#vadaabordocazzo: la storia si ripete”. “Magari ci fosse stato un #DeFalco, l’ 8 settembre ‘43. Anche allora il capitano abbandonò la nave…”; chi come Nicola Savino torna sul film tormentone dell’anno: “Questa hashtag è uno dei motivi per cui Twitter è bello. Che poi per me è un po ’ parente del #daicazzo de i soliti idioti”; e chi ci trova delle corrispondenze con il mondo reale: “L’Italia come la vorremmo (#defalco) e l’Italia com’è (#schettino)…” sottolinea il giornalista Gennaro Carotenuto.
Eppure non tutti concordano sulla tag: il decano dei blogger italiani Massimo Mantellini twitta sull’argomento del giorno “tre cose impopolari”, ovvero: “La telefonata non andava diffusa, De Falco fa il solito militare arrogante, la foga della rete è giacobina #vadaabordocazzo” e così il giornalista Tommaso Labbate: “Secondo me è un hashtag non bello e poco opportuno rispetto a tragedia”. Volenti o nolenti, la frase di De Falco è già nella storia.
twitter.com/fedemello
Il Fatto Quotidiano, 18 gennaio 2012













