La loro Citroen C1 era in panne sulla corsia d’emergenza del Grande raccordo anulare di Roma, al chilometro 51, tra le uscite Ardeatina e Laurentina, prima del tunnel di via Appia. In auto due ragazze e tre ragazzi. Una volante della polizia statale li ha notati e si è fermata per capire quale fosse il problema. A bordo due agenti, un uomo e una donna. Erano le due e un quarto di notte. Un camionista di 30 anni, italiano, con il suo tir stava trasportando una grossa cella frigorifero. Per qualche motivo (saranno le indagini a stabilirlo) ha invaso la corsia d’emergenza. A tutta velocità. A fermare la sua corsa l’utilitaria in panne e la gazzella della polizia. Il boato. Lamiere contorte, sangue sull’asfalto. Cinque ragazzi morti. Sul colpo. Tutti giovanissimi, il più grande 23 anni, la più giovane 20. Abitavano nei quartieri di Centocelle e Tor Bella Monaca, si chiamavano Mario Ferruzzi (22 anni), Mattia Campaniello (21), Emilia Di Genova (22), Matteo Giovannetti (23) e Arianna Gatti (22).

I due agenti feriti e ricoverati all’ospedale Sant’Eugenio. La poliziotta è in attesa di intervento chirurgico: si è rotta il setto nasale e ha diversi tagli sul corpo. L’altro agente, con 30 giorni di prognosi, ha una frattura alla mano sinistra e varie contusioni. Illeso, invece, il conducente del camion. Non era né drogato né ubriaco: lo ha detto Cinzia Ricciardi, dirigente della Polstrada, a SkyTg24, confermando che l’uomo è risultato negativo ai test specifici. “I nostri agenti – ha spiegato la dirigente – si sono salvati solo perché fuori dall’auto in quel momento, mentre per i cinque ragazzi non c’è stato purtroppo niente da fare. Sono morti sul colpo”.

Particolarmente difficile il compito dei soccorritori arrivati sul luogo dell’incidente. La C1 dei ragazzi, infatti, si è incastrata sotto il camion: per estrarre i corpi dalle lamiere i vigili del fuoco hanno dovuto faticare non poco. Nel frattempo, la polizia stradale di Settebagni ha chiuso il Grande raccordo anulare, ha effettuato i rilievi del caso e rimosso tutti i mezzi coinvolti. Il tutto in quasi quattro ore di lavoro. Rimane il bilancio tragico e un’inchiesta appena aperta che dovrà far luce sul perché l’autoarticolato viaggiasse a quella velocità e sulla corsia d’emergenza. Le prime indiscrezioni parlano di un possibile colpo di sonno da parte dell’autista. Nelle prossime ore, inoltre, saranno effettuati esami per verificare eventuali guasti al camion, ma anche per stabilire con esattezza la regolarità dei tempi di lavoro, di percorrenza del veicolo e le pause del conducente del camion. Quest’ultimo è indagato per omicidio colposo plurimo ed è in stato di choc: non è in grado di ricordare l’accaduto e per questo motivo gli inquirenti ritengono che a determinare il violento schianto sia stato un colpo di sonno o una distrazione.