Il movimento è in salute“. E’ il mantra secolare della Federazione Italiana Tennis, che purtroppo non si riferisce al movimento femminile (sanissimo). Ma a quello maschile. Come dargli torto: dai tempi di Panatta, Barazzutti e Bertolucci, non abbiamo un top ten (anzi un top 17, per la precisione).
Qualche numero. Allo stato attuale ci sono 5 italiani nei primi 100 e 11 nei primi 200. Il migliore è Andreasssssss Seppi, 40 e best ranking 27. Il suo coach tre anni fa disse che “noi puntiamo al Masters”. Cioè ai primi otto. Vamos.

E’ vero che in passato si stava peggio, ma i periodi in cui il fiore all’occhiello era l’erbivoro Tieleman non andrebbero presi come metro di paragone.
Gli italiani, per antonomasia frignoni e rossocentrici, dovrebbero dare segno di sé anzitutto negli Slam. Non solo nel challenger di Bergamo. Gli Australian Open 2012 hanno dato un bel quadro d’insieme.
Sette italiani nel tabellone principale. Tutti fuori al primo turno, tranne Cipolla. Successone.

Nello specifico: Paolo Lorenzi, simpatico senese 109 al mondo: 2 games in tre set contro Djokovic. Matteo Viola, 153 al mondo, proveniente dalle qualificazioni, 25 anni: 7 games con Giraldo.
Filippo Volandri, un passato nei primi 30 e un presente da sopravvivente, irriso dal bombardiere canadese Raonic.  Potito Starace, capace di perdere contro il satanasso Tatsuma Ito, nipponico 117 al mondo. Starace aveva detto: “Sono stato fortunato a beccare Ito, ma lui potrebbe dire lo stesso perché ha beccato me“. Non scherzava.
Fabio Fognini, sconfitto in quattro set da Falla (versione ufficiale: “Colpa della fascite plantare“. Versione ufficiosa: Fognini è tanto bravino quanto umorale. Un Canè meno bravo di Canè).

Resta Andreas Seppi, il migliore o meno peggiore, che ha perso – ancora in 4 set – con il talentuosissimo e masochistissimo Gasquet. Grande delusione tra i fan (ne esistono) di Seppi. Motivo: Andreassss aveva già battuto Gasquet (come tutti i tennisti in attività, peraltro) e “a inizio gennaio aveva giocato molto bene”.
Svisceriamo questo sfolgorante inizio gennaio di Seppi. Doha (Torneo del Parroco 1). Vince con Kubot e García-López, che gli stanno ampiamente dietro in classifica, e perde in Federer. Attenzione: ci perde “addirittura” in tre set e “quindi” Seppi è in formissima. Il fatto che Indesit fosse alla prima uscita stagionale e tenesse così tanto al torneo da ritirarsi il giorno dopo, pareva brutto sottolinearlo.

Federer, in conferenza stampa, sparge miele sull’altoatesino, dicendo che è fortissimo (lo dice di qualsiasi avversario sconfigga – se invece perde piange -. Dopo essersi allenato con Bolelli, ne garantì magnifiche sorti e progressive. Da quel giorno Bolelli le ha perse tutte).
A Sydney (Torneo del Parroco 2), Seppi è uscito al primo turno, ma l’ottimismo era comunque palpabile. Un po’ come nel 2008, quando batté (proprio a Sydney) Tsonga. Poi il francese fece finale a Melbourne e Seppi rimase Seppi. La Gazzetta dello Sport lo intervistò. Il succo era: “Io so come si batte Tsonga“, e “quindi” anch’io posso fare finale Slam. La Proprietà Transitiva del Tennis, che gli italianisti (tifosi del “movimento in salute“) amano. Secondo questo ragionamento, Stoppini poteva fare incetta di Slam, avendo battuto per caso Andre Agassi. Logico, no? No.

O forse sì, perché a sostenere che Seppi ha le stimmate del campione è una delle migliori firme gggggiovani italiane. Marco Bucciantini, L’Unità. Ascoltiamolo: “Seppi è in ottime condizioni fisiche, l’ho visto muoversi benissimo, riuscendo a giocare spessissimo il dritto anomalo, “girando” attorno al rovescio di Federer. Poi i colpi sono solidi, il servizio è ai massimi della carriera (sta parlando di Seppi o Ivanisevic?) Oggi ho visto il miglior Seppi di sempre sul rovescio. (..) Il Seppi visto a Doha in questo torneo (Sydney) va in semifinale (è uscito al primo turno)”.
Bucciantini ha poi parlato di Australian Open. Abbeveriamoci alle sue capacità divinatorie: “Voi pensate piccolo. Sapete cosa ho controllato per prima cosa: da che parte di tabellone era finito, se Federer, o Nadal o Murray o Djokovic. E’ finito dalla parte del serbo, in una eventuale semifinale (testuale). Gasquet è giocabile (giocabilissimo). Se Seppi conferma il tennis solido, soprattutto al servizio, di questi ultimi mesi, per me con Gasquet viene fuori partita lunga (lunghissima), e non affatto chiusa (apertissima: 6-1 al quarto).

La realtà è stata appena diversa.
Stanotte cominciano i trentaduesimi. Sin qui nessun eliminato tra i primi 16. Segnalazione per James Duckworth. Diciannove anni, australiano, 250 al mondo. Non è un fenomeno, ma viene spesso a rete. E stamani ha travolto Zopp. Niente di che, ma tocca accontentarsi.
Buon tennis. E ricordate: il movimento è in salute. Anche se i risultati sono fermissimi.