Oltre agli imminenti giochi olimpici, la Gran Bretagna si sta preparando a festeggiare un altro grande evento: il 60° anno di regno della regina Elisabetta, il cosiddetto Queen’s Diamond Jubilee. Prima di lei solo la regina Vittoria aveva regnato tanto a lungo e gli inglesi vogliono che questo anniversario sia memorabile.

Così, fra le innumerevoli celebrazioni che si concentreranno agli inizi di giugno con un grandioso spettacolo, il ministro dell’Istruzione Michael Gove propone di regalare alla regina un nuovo panfilo reale. Dopo la dismissione del Britannia nel 1997 i poveri reali inglesi non hanno infatti più uno straccio di barca su cui veleggiare. Una vergogna dura da digerire per i conservatori inglesi. Senza panfilo reale l’inno del “Britannia rule the waves” non è più credibile e i Tories a queste cose ci tengono.

Malgrado il loro leader assicuri che il suo partito è oggi moderno e rinnovato, sembra invece che alla prova dei fatti i conservatori britannici siano rimasti degli autentici codini. Così, alla faccia della crisi che ha gettato sul lastrico tanti inglesi, nel Regno Unito si paventa una spesa di 60 milioni di sterline per regalare un nuovo panfilo alla regina.

L’idea ha suscitato lo sdegno di molti, soprattutto fra le file dei laburisti e così Michael Gove sembra fare marcia indietro e propone ora di finanziare il panfilo con donazioni di privati e associazioni di beneficenza. Ancora peggio: si pensava che la beneficienza servisse ad aiutare i poveri. Chissà, forse vedremo i volontari dell’Esercito della Salvezza tendere il cappello per assicurare qualche scellino in più al regio bastimento.

Al di là dell’ironia e del patetico, una cosa dobbiamo sottolineare. E’ in questi episodi che si vede qual è davvero la profonda differenza fra noi e gli inglesi. Noi siamo cittadini, loro ancora sudditi.