Anita Ekberg chiama, Rimini risponde. L’appello lanciato prima di Natale alle istituzioni riminesi dall’attrice icona de ‘La Dolce Vita’, oggi ricoverata in una clinica dei Castelli romani in precarie condizioni fisiche, a quanto pare non è caduto nel vuoto.

Nel giorno del compleanno di Federico Fellini, il 20 gennaio, il Comune e la Provincia di Rimini, la ‘Fondazione Fellini’, i commercianti del centro storico e la multisala Settebello cercheranno di dare vita ad un party “nel nome dell’ottimismo e della fiducia degli anni sessanta”, il cui ricavato sarà devoluto alla ex diva svedese. Gli organizzatori hanno ideato una festa-happening glamour tra moda anni sessanta e offerte eno-gastronomiche di qualità “alla maniera di Federico”, dove i primi invitati- è la chicca- saranno i sosia di Marcello Mastroianni e della stessa ‘Anitona’, ma anche i paparazzi. L’obiettivo è poter garantire alla star caduta in disgrazia un sostegno concreto (l’offerta minima è pari a otto euro a testa) ma anche, nelle intenzioni delle istituzioni, poter risvegliare nei riminesi il proprio spirito identitario.

Se l’amministratore di sostegno della Ekberg, il commercialista romano Massimo Morais, non aveva gradito per nulla che le istituzioni di Rimini avessero reso pubblica la richiesta di aiuto, oggi pare che le cose stiano diversamente: “La signora Anita è molto contenta che qualcuno si sia ricordato ancora di lei. Speriamo che arrivi qualcosa, attendiamo con fiducia”. Intanto, la diretta interessata ha già preparato una cartolina autografata che verrà consegnata a tutti coloro che parteciperanno alla festa del 20 gennaio: “Con gratitudine e affetto a tutti i cittadini di Rimini. Anita Ekberg 20-1-2012”, è il messaggio ai riminesi.

Il party (nato da un’idea di Marco Bertozzi, regista e consigliere della ‘Fondazione Fellini’) è stato battezzato ‘I migliori anni della loro Dolce vita; una festa per Federico, di solidarietà per Anita’ e comincerà al Settebello alle 19. Sull’enogastronomia si procederà con le “piadine” e le “acciughine” che Fellini- come ricordano gli organizzatori- chiedeva ai suoi amici ristoratori ogni volta che tornava a Rimini. Ma in ballo ci sono pure una galleria fotografica di backstage de ‘La Dolce Vita’ e, in generale, tanto materiale sul sodalizio Fellini-Ekberg, di cui verranno presentati anche diversi ritagli semi-inediti (come quelli tratti dal film a episodi ‘Boccaccio ‘70’). Alle 20, poi, alla Sala Rosa del multisala verrà proiettata la pellicola restaurata de la stessa ‘Dolce Vita’ (per chi l’ha già visto e non lo vuol rivedere c’è ‘Shame’ di Steve McQueen in Sala Verde alle 21 e alle 22.45).

Ma più che altro, si cercano sosia dei due protagonisti del capolavoro felliniano che saranno vestiti per l’occasione dai negozi di Downtown Rimini, i commercianti di qualità del centro storico, mentre altri associati metteranno a disposizione truccatori e desk per le signore che intendono riproporsi rigorosamente vintage. Dulcis in fundo, un fondo continuo fotografico permetterà a chi lo vorrà di farsi ritrarre dai ‘paparazzi’ (i fotografi riminesi che vorranno gratuitamente prestarsi, quattro hanno già aderito) con la fontana di Trevi e l’immancabile coppia Mastroianni-Ekberg sullo sfondo. Il pittore riminese Luca Giovagnoli, infine, donerà al sindaco Andrea Gnassi un quadro e collaborerà alla promozione di una catena di artisti che, ispirandosi alla Ekberg, dipingano a tema. “Si tratta di piccoli interventi per ricordare di non dimenticarsi più”, puntualizza Gnassi riferendosi alle date di compleanni e affini dell’universo felliniano che negli ultimi anni si sono persi per la strada in città.

Il sindaco ne approfitta per confermare l’iter di rinascita della nuova ‘Fondazione Fellini’ (che aspetta tuttora di superare formalmente lo status di associazione per attrarre nuovi fondi) dai debiti (vanno ripianati 500 mila euro) e dalle polemiche: “Lo statuto è quasi pronto, il presidente Pier Luigi Celli e il direttore Paolo Fabbri stanno valutando gli aspetti giuridico-legali. La Provincia non è più socio? Dipende solo dallo stato ‘precario’ in cui si trovano questi enti oggi in Italia”.