Un ospedale da 400 posti letto associato ad un centro di ricerca: un altro piccolo San Raffaele, ma questa volta in un paradiso fiscale, a Malta, l’isola rimasta nella black list dei Paesi a fiscalità privilegiata fino al decreto del ministro Tremonti del 27 luglio 2010.

“Appena vidi con i miei occhi la grandezza del San Raffaele, presi a desiderare che Malta beneficiasse di questa esperienza”. Erano gli anni ’90 e il Responsabile per l’Ufficio Stampa e le Relazioni Sociali del San Raffaele di Milano, il maltese Monsignor Charles Vella, riuscì, nonostante le proteste a livello politico per la concessione dei fondi, a convincere il governo conservatore di Eddie Fenech Adami, ad approvare e a dotare di finanziamenti la costruzione del nuovo ospedale. I lavori partirono tra  contestazioni ed accuse di corruzione e di irregolarità nell’assegnazione dei contratti ma, nel 1996, il nuovo governo laburista di Alfred Sant tolse l’ospedale dalle mani di Don Verzè e decise di farne un grande ospedale generale.

Secondo Monsignor Charles Vella, il nuovo primo ministro li “informò della sua decisione in modo assai poco elegante”. A suo parere Sant sarebbe stato condizionato da accordi preelettorali con certi medici “preoccupati per la concorrenza” e perché “non sarebbero più stati i baroni della medicina. E c’erano anche motivi finanziari, perché i medici del San Raffaele possono svolgere attività privata solo entro le mura dell’ospedale e non avrebbero potuto esercitare anche in altre cliniche dell’isola. Molto semplicemente non amavano i nostri metodi”. Di opinione completamente diversa Alfred Sant. L’anno scorso, tutt’altro che sorpreso per il disastro finanziario del San Raffaele, l’ex premier ha affidato le sue impressioni a It-Torca, giornale della Valletta in lingua maltese. Secondo Maltatoday, a proposito del suo incontro con Don Verzè, Sant ha raccontato di “aver conosciuto raramente una persona tanto scortese, anche se la sua arroganza era del tutto immotivata”.

La decisione di fermare il progetto dell’ospedale era stata accolta da Don Verzè con costernazione tanto che si era offerto di esercitare la sua influenza sui leader politici europei per procurare fondi al governo maltese tramite il Consiglio d’Europa. “Alla fine – ha spiegato Sant – Verzè rivelò il modo in cui era solito operare. Mi disse che, se il governo maltese avesse fatto richiesta per ottenere un prestito tramite il il fondo sociale del Consiglio d’Europa, i suoi amici ci avrebbero aiutato. Ma noi avevamo già in previsione di chiedere il prestito. L’ultima cosa di cui avevamo bisogno era che Verzè ci mettesse il naso e mandasse tutto all’aria. Così, a quel punto, gli dissi che non eravamo interessati”.

Secondo Sant la decisione dei Laburisti fu dovuta all’impossibilità di mantenere a Malta due ospedali. Inoltre l’istituto oncologico di ricerca che stava nascendo sotto gli auspici del San Raffaele veniva realizzato senza consultare i medici maltesi. Il governo di Fenech Adami aveva concordato il finanziamento per la costruzione dell’ospedale secondo i progetti spediti da Milano e la scelta per la loro realizzazione era caduta sul colosso svedese dell’edilizia Skanska ma, ha spiegato Sant, “per abbandonare il lavoro iniziato da Skanska il governo maltese avrebbe dovuto pagare una penale milionaria. Così, dopo vari studi, la conclusione fu che l’opzione più conveniente sarebbe stata quella di trasformare il progetto costruendo un grande ospedale generale”.

“Non si può dire che il San Raffaele si fosse dimostrato rapido nell’esecuzione dei lavori – ha aggiunto Sant – di solito mandavano dei disegni sbagliati. Ma da Skanska non giungevano proteste perché loro venivano regolarmente pagati per ogni lavoro extra, anche quando gli veniva richiesto di tirar giù qualcosa che avevano costruito. D’altra parte le persone di Don Verzè continuavano ad addebitare a noi le loro ‘consulenze’ e i loro ‘servizi'”.

Per la cronaca, la costruzione dell’ospedale generale di Malta, il Mater Dei, che ha sostituito il progetto originario del San Raffaele, si è poi protratta per molti anni e i costi sono lievitati causando non pochi grattacapi ai governi che si sono succeduti nell’isola. L’ospedale è stato aperto ufficialmente al pubblico il 29 giugno 2007.