Si vedono a pranzo, dialogano, si corteggiano, si mettono d’accordo sulle riforme e sull’ipotesi di una legge elettorale. Alfano, Bersani e Casini (ormai soprannominati abc) sostengono Mario Monti, ipotizzano scenari futuri ma non si definiscono una maggioranza. O almeno preferiscono non farlo i primi due, appartenenti fino a poco tempo fa a schieramenti opposti. Ma la coda del trio, Pier Ferdinando Casini, ironizza su twitter: “Non si può chiamare maggioranza politica? Allora chiamiamola Andrea!”.

E “Andrea” stamattina ha già prodotto una mozione unitaria sulla Giustizia, approvando la relazione del ministro Paola Severino, che per la prima volta mette tutti d’accordo essendo spariti riferimenti a leggi bavaglio, intercettazioni, lodi e prescrizioni. Se il governo Monti sembra più vicino alle posizioni di Alfano e Casini, Bersani fa di tutto per non scendere dal carro.

Ma è un inciucio o una  grande coalizione che serve al paese?