“Sulle privatizzazioni Monti si sta rivelando peggio di Berlusconi”. A dirlo in conferenza stampa è Andrea Caselli, portavoce dei comitati per l’acqua pubblica di Bologna e provincia. Una conferenza convocata per lanciare le prossime mobilitazioni locali. Mercoledì sotto le prefetture di Bologna , Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia, Piacenza e Modena ci saranno delle manifestazioni per protestare contro l’annunciato decreto legge del Governo che bloccherà la ripubblicizzazione delle spa che gestiscono il servizio idrico in Italia. “Un atto antidemocratico contrario alla volontà dei 27 milioni di cittadini che hanno votato sì all’acqua bene comune”.

Non è tutto. Lo staff legale dei comitati bolognesi deve ancora definire gli ultimi dettagli ma la notizia è che le bollette di Hera saranno tutte contestate attraverso iniziative legali.  “Apriremo degli sportelli pubblici dove chi vorrà potrà aderire all’iniziativa, e poi chiederemo un rimborso della cosiddetta remunerazione di capitale, quella voce in bolletta che assicura a Hera profitti garantiti e che il referendum ha abrogato”. In sostanza un taglio 7% su ogni bolletta pagata dal giorno della vittoria del referendum in poi. Ma secondo alcuni quel 7% sarebbe solo una dato di riferimento a livello nazionale, e a Bologna potrebbe trasformarsi in un ben più sostanzioso 20%. Una somma ancora non esattamente quantificata ma che potrebbe rappresentare un bel grattacapo per la multiutility a maggioranza pubblica che  gestisce l’acqua a Bologna e provincia.”Si tratta solo di un atto di obbedienza civile – spiega Caselli – Vogliamo essere obbedienti al referendum votato da milioni di cittadini e non a chi non si piega alla volontà popolare, compresi quei partiti che hanno cantato vittoria e ora non si fanno più sentire”.

Le iniziative legali dei comitati referendari non si fermano però qui. Ad essere portata in tribunale sarà con ogni probabilità anche la delibera del 22 dicembre scorso che sancì gli aumenti delle tariffe dell’acqua. Allora i sindaci furono presi a monetine e insultati, questa volta a parlare saranno i legali del movimento per l’acqua pubblica che contesteranno gli aumenti delle tariffe. “E’ passato più di un mese e ancora non è stata resa pubblica la delibera, alla faccia della trasparenza e della democrazia”, attacca Caselli che arriva a definire la decisione dei Comuni della provincia “un piccolo golpe”. “Hanno tolto la remunerazione del capitale e inserito la voce oneri finanziari, un espediente che non cambia la situazione e assicura a Hera quei profitti che gli italiani hanno deciso di cancellare col loro voto”.

Nel frattempo, aspettando il responso della aule dei tribunali, partiranno una serie di iniziative di piazza. Mercoledì alle 18 e 30 sotto la Prefettura di Bologna in Piazza Roosevelt un presidio chiederà di essere ricevuto dal prefetto e denuncierà “il tradimento di Monti e le manovre del Governo per aggirare la volontà democratica della maggioranza degli italiani”. Presidi si svolgeranno anche sotto le Prefetture di Ravenna, Reggio Emilia, Ferrara, Piacenza e Modena. In quest’ultima città sono in programma anche una serie di manifestazioni itineranti tra mercoledì e giovedì e un’ulteriore dimostrazione sabato 21.