Il generale Di Paola, ministro della difesa, é stato ospite di Lucia Annunziata su Rai3. Dalle sue parole abbiamo capito che, forse, forse, darà una sforbiciata agli F35, ma non più di tanto, e comunque non metterà in discussione il modello operativo consolidato e sostanzialmente non procederà con la scure laddove sarebbe davvero necessario tagliare sprechi, duplicazioni, missioni ormai inutili.

Ovviamente nessuno chiede al ministro, per di più generale, di rivoluzionare alcunché, ma almeno di non ripetere i luoghi comuni sui destini della nazione e sui rischi che deriverebbero all’industria da un venir meno delle commesse sugli F35. Questi sono argomenti vecchi, vecchissimi; peraltro con un forte sostegno alla scuola e alla ricerca, i posti di lavoro sarebbero assai di più e di qualità incomparabile.

Quello che più disturba, tuttavia, è proprio il tono sbrigativo con il quale si continuano a liquidare le obiezioni di qualsiasi natura relative al taglio delle spese militari. Peraltro, e non riguarda il ministro, gli stessi toni li abbiamo ascoltati alla vigilia degli interventi militari in Afghanistan o in Iraq, e quello che si spacciava per ” oggettivo ed inevitabile” si è poi rivelato velleitario e persino fondato su clamorose falsificazioni.

Le parole del ministro hanno indotto Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, a scrivere una lettera aperta al generale ministro.

Articolo 21 sottoscrive questo appello e invita tutte e tutti a firmarlo e a farlo conoscere, anche per rompere quel muro di silenzio e di omertà che circonda sempre il tema delle spese militari e degli F35.