Il dimenticabile volto di Maroni, dopo il fallimento degli occhiali con la montatura rossa, sta sperimentando un nuovo espediente per farsi ricordare: la piega amara. È una contrattura volontaria, causata da quell’altra maschera della modernità, Umberto Bossi, il convalescente più aggressivo del west (inteso come occidente).

I due, immortalati in un antico dagherrotipo (il Bossi è Seduto, come il famoso capotribù e il Maroni, in piedi dietro, gli poggia le mani sulle spalle), simulano una virile amicizia, gerarchica ma genuina. Chi non ricorda i beati anni del “celodurismo”? Il santino gira sul web (luogo virtuale dove si celebrano sentimenti irreali), ma nella realtà gira ben altro. A Maroni, sicuramente, quel paio di attributi collaterali all’ormai desueto fallo padano. E, per una volta, non possiamo dargli torto.

Non si può rispondere al dissenso interno a un partito imbavagliando il dissenziente. È una versione moderna del caro vecchio centralismo democratico, il centralismo autistico. Zitti tutti, mi parlo solo io. Per un po’ può funzionare, se si protrae c’è il Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Il Fatto Quotidiano, 15 gennaio 2012