E’ vero che, come dicono gli esperti, il mercato aveva già “metabolizzato” la bocciatura della Francia da parte di Standard & Poor’s. Ma gli ottimi risultati oggi della prima asta di titoli di Stato francesi, dopo il declassamento di venerdì (e la conseguente perdita della tripla A), suonano davvero come uno smacco per i grandi analisti dell’agenzia di New York.

L’asta odierna era il grande appuntamento finanziario di oggi in Europa, atteso con grandi timori dopo le decisioni prese da S&P venerdì. Ebbene, il Tesoro francese è riuscito a collocare 8,6 miliardi rispetto a una forchetta prevista compresa tra i 7,4 e gli 8,7 miliardi. La domanda quindi è stata molto buona. Non solo: i rendimenti sono calati rispetto all’asta precedente. I tassi applicati sui bond a tre mesi si sono fermati allo 0,165%, quelli a 6 mesi a 0,281% e i titoli a 12 mesi a 0,406.

Si trattava di bond complessivamente a breve termine, quindi meno a rischio rispetto a quelli sul lungo termine. Ma in realtà anche lo spread fra gli Oat (i titoli di Stato francesi) e i Bund è oggi calato, scendendo per il momento a 127 punti base. E’ anche vero che della perdita della tripla A da parte della Francia si discuteva ormai dall’estate scorsa. I fondi d’investimento che non si fidavano più hanno avuto tutto il tempo di liberarsi degli Oat. E nel frattempo, i rendimenti nel corso degli ultimi mesi, sono effettivamente già lievitati. Gli operatori finanziari, comunque, temevano la scadenza di oggi. Nessuno poteva giurare sull’esito. I rendimenti potevano salire ancora. Niente di tutto questo. Tutto è andato come se Standard non esistesse neanche.