Skip to content


Sei in: Il Fatto Quotidiano > Blog di Tomaso Montanari > Che ne pensa il...
I blog de IlFattoQuotidiano.it
Tomaso Montanari
Storico dell'arte

Che ne pensa il Ministro Ornaghi del paesaggio?

Si è chiuso ieri il bando per la Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanea, di cui avevamo già parlato lo scorso 30 dicembre.
Tra le varie domande pervenute, due appaiono particolarmente rilevanti. La prima è quella di Maddalena Ragni, attuale responsabile della Direzione generale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana. La dottoressa Ragni è stata recentemente protagonista della singolare vicenda dell’‘archeopatacca’di San Casciano Val di Pesa: lo spostamento (e dunque la falsificazione, e in ultima analisi la distruzione) di un’area archeologica  che ‘intralciava’ la realizzazione di un capannone industriale della Laika. Come ha osservato Salvatore Settis, si è trattato di un’operazione illegale: «quando avviene un rinvenimento archeologico casuale come questo, le alternative previste dalla legge sono solo due: o i reperti sono poco importanti, ne viene fatto un rilievo e si possono distruggere (succede ogni giorno, e nessuno protesta); oppure i reperti sono importanti, e vanno conservati in situ. La terza alternativa (come nel caso di San Casciano), “tanto importanti da non potere essere distrutti” e simultaneamente “tanto poco importanti da non dover essere conservati in situ” semplicemente non esiste nella normativa vigente, dalla legge 364/1909 al Codice dei Beni Culturali». Ma la Ragni ha preferito costruire un falso storico: una soluzione politica apprezzatissima dal governo regionale toscano e da Confindustria.
L’idea è chiara: non disturbare il manovratore, e piegare le esigenze della tutela a quelle della politica. La Ragni avrebbe potuto – per esempio – intervenire anche nella desolante vicenda di Palazzo Vecchio, impedendo a Matteo Renzi di bucare gli affreschi di Vasari per cercare un Leonardo inesistente. Ma, pur avendo le competenze necessarie, ella ha preferito tacere, lasciando la palla all’ancor più accondiscente soprintendente di Firenze, Cristina Acidini.
L’altro candidato in vista è Gino Famiglietti, direttore generale del Molise, già vice capo dell’Ufficio legislativo del Mibac. In quella veste, Famiglietti è stato colui che ha materialmente scritto l’ottimo Codice dei Beni culturali: che conosce, dunque, come nessun’altro in Italia. Nonostante questa ineguagliabile competenza, Famiglietti fu rimosso da quell’incarico e spedito a Campobasso quando si oppose allo svincolamento della preziosa commode voluto dall’allora direttore generale Roberto Cecchi (vedi il post del 30 dicembre). E già in precedenza, da Direttore regionale della Lombardia, era stato fatto rientrare a Roma in  quanto aveva sottoposto a tutela il Palazzo di Giustizia di Milano, oggetto di uno sconsiderato progetto di trasformazione, e monumenti fra i più rilevanti dell’architettura razionalista nonché luogo simbolo di ‘Mani pulite’.  In Molise, Famiglietti non si è dato per vinto, e ha ingaggiato una durissima battaglia contro gli insediamenti selvaggi di pale eoliche che minacciavano di distruggere il paesaggio preziosissimo della citta romana di Sepino.

Non per caso, alla fine dello scorso novembre Italia Nostra ha assegnato proprio a Famiglietti il premio «Umberto Zanotti Bianco»: sorta di Nobel italiano della tutela.

Ebbene, Maddalena Ragni è la candidata del sottosegretario Roberto Cecchi (in questi giorni di nuovo nei guai perché l’Antitrust ha bocciato la sua svendita del Colosseo alla Tod’s di Diego della Valle), Gino Famiglietti il candidato di tutti coloro che hanno a cuore la missione costituzionale di tutela dell’inestimabile bene comune del paesaggio e del patrimonio storico-artistico italiano.
Da che parte si schiererà il ministro Lorenzo Ornaghi?

Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo thread. Ricorda che la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 22 alle 7 e che il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500. E' necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic. Per alcuni giorni, a causa di ragioni tecniche, tutti commenti andranno in pre moderazione. Inoltre, chi posterà più volte lo stesso commento (anche se con parole diverse) verrà segnalato. Ti avvisiamo che verranno pubblicati solo i commenti provenienti da utenti registrati. La Redazione