La partenza per il tour in Spagna è rimandata. Causa opposizione locale e inciampi giudiziari. Il leader di Casa Pound Gianluca Iannone, la cui casa è stata perquisita stamattina, era infatti atteso per un viaggio di due settimane, durante il quale saldare gli animi con il neofascismo spagnolo. Una conferenza a Barcellona, un’altra a Castellon, una manifestazione con concerto a Siviglia (Iannone è il frontman, oltre che di Casa Pound, del gruppo Zetazeroalfa, quello che ha inventato la “cinghiamattanza”).

Tutto saltato, e in ogni caso Iannone appare piuttosto impegnato in queste ore, visto che è stato coinvolto (e la sua abitazione perquisita) nelle indagini per la gambizzazione all’alba di quest’anno a Roma dell’ex Nar Francesco Bianco, per la quale è stato oggi fermato Carlo Giannotta. Tutto saltato, perché l’annuncio del tour promozionale neofascista ha scatenato in Spagna una serie di proteste da parte delle associazioni antifasciste, come si legge nei siti http://www.antifeixistes.org e http://unitatcontraelfeixisme.org, e dei politici locali, che hanno chiesto alle rispettive amministrazioni di prendere le distanze dagli appuntamenti di gemellaggio neofascista.

L’appuntamento di Barcellona era fissato per domenica 15 gennaio. Un convegno che avrebbe dovuto inaugurare la nuova sede del neonato cittadino Centro Militia. Che è apparso qualche giorno fa su Facebook, dove oggi annuncia però la cancellazione dell’appuntamento, dato che “l’estrema sinistra lo ha manipolato e utilizzato per lanciare una campagna contro i partiti politici” (da cui Militia si dichiara indipendente), più svariate querele. Militia è anche il nome del gruppo che lo scorso 14 dicembre, giusto il giorno dopo gli omicidi di Firenze, si è visto arrestare 5 membri (due sono stati poi rilasciati) con l’accusa di associazione a delinquere e apologia di fascismo, per razzismo e minacce nei confronti della comunità ebraica.

Il giorno precedente l’orgoglio neofascista si sarebbe dovuto manifestare in un incontro nelle sale comunali di Castellón, comune costiero sulla strada che va da Barcellona a Siviglia, evento annunciato tappezzando la cittadina di manifesti che riportavano addirittura il logo cittadino. “E’ stato usato senza autorizzazione” hanno fatto sapere dal municipio, e anche l’uso delle sale è stato revocato. Niente da fare anche qui. L’eco dei fatti di Firenze, due senegalesi uccisi e altri feriti a pistolettate da Gianluca Casseri, membro di Casa Pound, pesa. E la notizia della perquisizione di oggi di Iannone sta facendo il giro del web, a convincere gli indecisi. Intanto il Progetto Impulso, l’associazione dei promotori dell’incontro, ha denunciato il sindaco di Castellón Alfonso Bataller per discriminazione.

Il terzo appuntamento, quello di Siviglia, è previsto per il 28 gennaio, un incontro dibattito con Iannone, a seguire concerto degli Zetazeroalfa, e il timore concreto, degli antifascisti, che sia in realtà un evento a cui potrebbe partecipare l’intero movimento neofascista europeo. La rete antifascista e antirazzista della città si sta organizzando in queste ore. Nel tour ad accompagnare Iannone avrebbe dovuto esserci Gabriele Adinolfi. Fondatore negli anni settanta di Terza Posizione e già appartenente ai Nar, in passato fuggito all’estero per la condanna per reati associativi, e spuntato nelle indagini per la bomba alla stazione di Bologna, Adinolfi oggi fa l’intellettuale, ha fondato la Guardia d’Onore di Mussolini, che fa la guardia alla cripta in quel di Predappio, e il think tank Centro Studi Polaris. Autore nel 2008 di “Tortuga, l’isola che (non) c’è”, continua a presentarlo in giro e così avrebbe dovuto fare anche nel tour iberico.

Gli onori di casa, in Spagna, sarebbero stati a cura di Enrique Ravello, la cui storia inizia nell’organizzazione CEDADE, gruppo neonazista e revisionista nato negli anni Sessanta e praticamente estinto negli Ottanta (ma nel 1989 è riuscito a organizzare una celebrazione internazionale per il compleanno di Hitler). Ora Ravello, anche lui un intellettuale, è a capo delle relazioni internazionali della Plataforma per Catalunya (PxC), un vero partito, xenofobo e di ultradestra, capeggiato da un ex militante dell’organizzazione neofascista Fuerza Nueva. E proprio la Piattaforma starebbe dietro la fondazione del Centro Militia, tramite Javier Sanchez, il consigliere per la PxC che ammira Casa Pound e che pare abbia fatto qualche apposito viaggio conoscitivo a Roma.

La cancellazione del tour promozionale neofascista è vissuta come una vittoria dai circuiti antifascisti. Ma l’attenzione non cala: il timore è che l’annuncio della cancellazione dell’appuntamento di Barcellona sia solo un diversivo, e che invece l’inaugurazione di Militia, e il resto, ci saranno. Meno sicuro, visti i tempi, è che ci possa essere anche Iannone.