Oggi vorrei dire la mia su un po’ di cose dette e scritte nelle ultime settimane su Luigi de Magistris e su questioni a lui collegate.Mi informo come tutti voi su internet, principalmente su Il Fatto, su Repubblica e il Corriere e, dopo tanti tentativi, ancora non ho capito nulla del perché Raphael Rossi non è più il presidente di Asìa, tanto per fare un esempio. E questa cosa mi ha fatto abbastanza arrabbiare, perché non è accettabile, dal mio punto di vista, così poca chiarezza da parte di un’amministrazione su questioni così importanti. E come questo potrei sottolineare altri errori più piccoli che non mi sono andati a genio.

Ma non lo farò, e sapete perché? Perché vi basterà digitare il  nome di De Magistris nei motori di ricerca delle varie testate on line per leggere ogni singola stupidaggine commessa, ogni suo piccolo errore di valutazione, ogni sua smorfia facciale o verbo sbagliato usati in diretta o in differita. C’è tutto e di più. E quando le motivazioni di certe scelte fatte non escono fuori del tutto (e ho scritto sopra cosa ne penso) arrivano anche le solite illazioni e supposizioni fatte da tutti. ‘Avrà litigato con Rossi? Ah no, è stato Sodano a farlo fuori, non si sopportavano. Ma no, la verità è che Rossi è rimasto retto e onesto e non voleva assumere certi personaggi nel Comune, mentre de Magistris si è piegato e non poteva continuare a lavorare con uno più onesto e retto di lui’.

Ora, sono contenta della minuziosità dell’informazione corretta (corretta non supposta!) riguardo qualsiasi persona, senza eccezioni di sorta, de Magistris incluso. Però mi aspetto un’informazione che copra gli sbagli come anche i successi di queste persone, soprattutto se sono persone che possono rappresentare davvero una speranza di cambiamento per questo paese.
Perché mai non c’è stata una  troupe televisiva a seguire la campagna elettorale napoletana, vera e unica eccezionale novità nel panorama politico, civico e partecipativo italiano? Perché si è messa sullo stesso piano l’elezione di Pisapia (appoggiato dal Pd) e quella di de Magistris (ostacolato in tutti i modi dal Pd)? Perché non si è seguita adeguatamente la vicenda dei rifiuti a Napoli? Che ostacoli sono stati incontrati? E’ vero, de Magistris ha sparato una cazzata durante le elezioni riguardo la tempistica. Ma poi? Una volta accusatolo, giustamente, di questo si vuole parlare della città non più in emergenza rifiuti? Si vuol parlare delle cose che sono state fatte? Si vuol parlare del fatto che de Magistris e il Comune si ritrovano ora con “tesoretto” di 70 milioni di euro, frutto del rispetto del patto di stabilità, quando al suo insediamento c’era un buco di 63 milioni? E potrei andare avanti ma credo di aver espresso al meglio il mio pensiero rivolto a chi viene pagato per dare notizie vere, sì, ma complete.

Ed ora passerei ai lettori di questi giornali e ai cittadini in generale. Ho letto alcuni commenti sulla pagina Facebook di Luigi de Magistris, ne cito alcuni:
Purtroppo al buono non si è arrivato ancora in tutte le municipalità, venire a Fuorigrotta, X municipalità, per credere.”
“Caro sindaco predichi bene e razzoli male sui marciapiedi di Napoli e del Corso Umberto in particolare sono tornati gli ambulanti.I vigili dove sono? Mi hanno detto che l’organico è insufficiente allora perchè non assumi gli idonei al concorso? Proclami solo slogan ma i fatti dove sono? Io vedo sempre la stessa città. Credo in te e mi aspetto molto di più soprattutto per i giovani”.
“Ciao sindaco, io ieri sera ho parcheggiato di fronte al municipio con l’aiuto di un parcheggiatore abusivo. Non mi ha chiesto neanche molto. Complimenti!”

Vero, ci sono i parcheggiatori abusivi. Vero, ci sono gli ambulanti. Può essere vero tutto, ma io mi chiedo: cosa proponiamo noi? Sappiamo tutti che un’amministrazione ha delle priorità, e sappiamo tutti che Napoli ne ha più di altre. E una di queste priorità, relative a problemi che non si possono affrontare senza i meri e schifosi soldi – che mancano-, è stata appunto quella di andarli a cercare, quei soldi. Da tutti i commenti che ho letto in questi ultimi mesi non ho visto una proposta fattibile, fatta con cognizione di causa, non con proclami che sarebbero capaci tutti a fare. “Le strade fanno schifo, 5 mesi e ancora non lei hai rimesse a posto!”. Ecco qual è la media dei commenti.

E’ giusto criticare e far notare gli sbagli, la consapevolezza dell’aver commesso un errore è il primo passo per correggerlo e non ripeterlo in futuro, ma vogliamo anche inziare ad essere propositivi? Ad affiancare alla critica un paio di suggerimenti realistici per aiutare quelle persone che sono animate da tanta buona volontà e onestà ma che, oggettivamente, non hanno ancora l’esperienza necessaria per occuparsi di tutto in tempi assurdamente brevi e nel migliore dei modi? E vogliamo, realisticamente, considerare il tempo necessario per realizzare certi obiettivi? E vogliamo chiederci quali siano le priorità?

Anni fa, era il 2008 se non sbaglio, andai a sentire Marco Travaglio alla presentazione de “Se li conosci li eviti” a Poggio Moiano, in provincia di Rieti. Dopo il suo coinvolgente e interessante intervento, un ragazzo gli pone la solita domanda che tanti nostri ragazzi si pongono ogni giorno: ma noi che possiamo fare? Lui rispose che non era compito suo dirlo, che lui era un giornalista e che il suo compito era informare. E basta. Lì per lì convenni con lui ma oggi non sono affatto d’accordo con quella risposta. In una situazione normale, in un paese normale, il ragionamento non farebbe una piega, perché il compito di trovare risposte spetterebbe alla classe politica. Ma noi non siamo un paese normale, non possiamo aspettare che sia la classe politica a darci delle risposte. Ciascuno di noi, nel suo piccolo, deve fare un piccolo sforzo per uscire dal proprio piccolo campo di competenza, informarsi e dare una piccola risposta, una piccola soluzione e insieme aiutare a crescere e a migliorare quelle amministrazioni che hanno la voglia e l’onestà per cambiare le cose.
Per il nuovo anno mi piacerebbe vedere, accanto alle nuove inchieste sulla casta, sugli sprechi, sulla malapolitica, inchieste su amministrazioni virtuose e buona politica; accanto alla lista di evasori di piccolo e grande calibro e di mafiosi, una lista di cittadini impegnati e associazioni antimafia; accanto alle lamentele dei cittadini, proposte degli stessi.

Federica Fabbretti