Guai in vista per il Pdl campano ora che la Lega ha annunciato il suo sì in Giunta per le autorizzazioni a procedere all’arresto di Nicola Cosentino, coordinatore del partito all’ombra del Vesuvio. Ora che Nick O’ mericano rischia di finire dietro le sbarre, il suo sodale di partito Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli e coordinatore provinciale del Pdl, prende le distanze: “Non l’ho sentito in questi giorni, cioè, sì, ma solo per gli auguri di buon anno”.

Il segretario del partito Angelino Alfano sta pensando a Maurizio Lupi come possibile ricetta per risollevare la credibilità del Pdl, ma i vertici regionali hanno già rispedito al mittente l’idea. “Ora non è il momento di ragionare del ruolo di coordinatore regionale del Pdl, visto che c’è una richiesta di arresto”, dice Cesaro.

Assieme a Cosentino, il presidente della Provincia è sempre stato l’uomo di punta del partito campano: insieme nell’avventura politica, ma accomunati anche da guai giudiziari. Per Cesaro alcune frequentazioni e un processo, negli anni ’80, per collusioni camorristiche. Il procedimento è finito con l’assoluzione, ma restano pesanti ombre per alcuni incontri ammessi con i boss cutoliani. Un’avventura comune almeno fino al 6 dicembre quando il gip Egle Pilla firma l’ordinanza cautelare per Nick o ‘mericano, già a processo per concorso esterno in associazione camorristica. Cesaro viene indagato e tirato in ballo per un incontro con funzionari di Unicredit che dovevano assegnare un finanziamento a una impresa, ritenuta espressione imprenditoriale, del clan dei Casalesi. Cesaro ha spiegato ai magistrati che accompagnò solo Cosentino, ma di quella vicenda non sapeva nulla. Al fattoquotidiano.it racconta: “Io non sapevo niente, non parlammo del finanziamento in quell’incontro con il dirigente della banca”.

di Katiuscia Laneri e Nello Trocchia