Il Fatto Quotidiano

aggiornato alle 9:17 di Giovedì 23 Febbraio 2012

Politica & palazzoGiustizia & ImpunitàMedia & RegimeEconomia & LobbyLavoro & PrecariAmbiente & VeleniSport & MiliardiDirittiCronacaMondoCervelli in fugaSocietàScuolaTerza paginaTecnoPiacere quotidianoDocumentati!Emilia RomagnaAnnunci

Diritti | di Enrica Garzilli | 9 gennaio 2012

Commenta

Più informazioni su: , , , , , , ,

“Lavora per la Cia”: iraniano condannato a morte. Sullo sfondo le tensioni Usa-Teheran

L’imputazione di Amir Mirzaei Hekmati è di aver avuto un addestramento speciale in quanto ex marine, prima di essere inviato in Iran per una presunta missione di intelligence. Il processo contro di lui si è svolto quando gli Stati Uniti hanno annunciato nuove pesanti sanzioni contro l’Iran per il suo programma nucleare. Il Dipartimento di Stato americano ha chiesto l’immediato rilascio

Una corte di giustizia iraniana giudica colpevole di spionaggio un uomo statunitense di origine iraniana accusandolo di lavorare per la Cia e lo condanna a morte, accelerando la tensione fra Iran e Stati Uniti. La notizia è stata data stamattina dalla radio di Stato. L’imputazione di Amir Mirzaei Hekmati è di aver avuto un addestramento speciale in quanto ex marine e aver servito nelle basi militari americane in Iraq e Afghanistan, prima di essere inviato in Iran per una presunta missione di intelligence. Secondo la legge iraniana l’uomo ha 20 giorni per ricorrere all’appello.

Hekmati, 28 anni, ufficialmente è un traduttore militare dall’arabo. Nato in Arizona da famiglia iraniana, ha studiato in Michigan. Il padre, professore di college a Flint, una città di 100.000 abitanti a circa 100 chilometri da Detroit, ha dichiarato che il figlio non è una spia ma è andato in Iran circa 4 mesi fa per fare visita alle nonne. Hekmati ha la nazionalità sia iraniana sia americana ma l’Iran lo considera solo cittadino iraniano perché la legge del paese non riconosce la doppia cittadinanza.

Il processo contro di lui si è svolto quando gli Stati Uniti hanno annunciato nuove pesanti sanzioni contro l’Iran per il suo programma nucleare, che Washington pensa sia sviluppato non per fini civili ma per possibili fini bellici. L’Iran rivendica da anni che i reattori nucleari servono per la produzione di energia e per la ricerca. Stamattina però fonti diplomatiche hanno confermato che il paese ha cominciato ad arricchire l’uranio al 20% in un bunker sotterraneo vicino alla città santa di Qom. Il materiale tenuto nel bunker pare che possa essere facilmente convertito in armi nucleari.

Sin da febbraio Tehran aveva cominciato ad arricchire una parte delle sue riserve di uranio al 20%, un livello molto più alto del 3,5% dell’uranio arricchito nel maggiore impianto. Questa percentuale fa sì che il prodotto possa essere tramutato molto in fretta in materiale fissile, cioè in materiale capace di sviluppare e sostenere una reazione a catena di fissione nucleare. Per la produzione di febbraio Tehran aveva dichiarato che l’uranio al 20% sarebbe servito per produrre carburante per un reattore della capitale usato per produrre isotopi radioattivi impiegati in medicina, per diagnosticare diverse patologie tumorali e per distruggere le cellule maligne.

La tensione fra Iran e Stati Uniti è salita a livelli allarmanti dalla fine di dicembre quando Tehran ha minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz, che è la via principale del 20% del transito internazionale di petrolio dal Golfo. Leon Panetta, ex direttore della Cia e dal luglio 2011 Segretario alla Difesa, ha dichiarato che la chiusura dello stretto traccerebbe “una linea rossa” e che gli Stati Uniti “lo farebbero riaprire”. Agli inizi di gennaio il presidente Obama ha imposto nuove sanzioni sulle istituzioni finanziarie iraniane che trattano con la banca centrale dell’Iran, in aggiunta a quelle già esistenti. Questa misura dovrebbe fare una tremenda pressione sull’economia iraniana, specialmente sulla capacità di vendere petrolio.

Il Dipartimento di Stato americano ha chiesto l’immediato rilascio di Hekmati, che la Corte Rivoluzionaria di Teheran ha accusato di lavorare in un paese ostile, di appartenere alla Cia e di cercare di far accusare l’Iran di coinvolgimento nel terrorismo. La corte ha definito Hekmati un mohareb, un termine islamico che significa “criminale” ma che i media iraniani in inglese traducono con “nemico di Dio”. È stato anche definito mofsed-e-filarz, cioè colpevole di reato, un termine che nella Repubblica Islamica dell’Iran viene tradotto in inglese come “colui che diffonde la corruzione sulla terra”. Per entrambi i reati è prevista la pena di morte, che a dicembre la pubblica accusa aveva già esplicitamente chiesto. La sentenza di oggi viene vista come una ritorsione, come un avvertimento e una minaccia contro gli Stati Uniti.

Il governo statunitense ha chiesto alle autorità iraniane di permettere ai diplomatici svizzeri di andare a visitare il prigioniero. La Svizzera rappresenta gli interessi statunitensi perché Iran e Stati Uniti non hanno relazioni diplomatiche. Il 18 dicembre scorso la televisione nazionale iraniana ha trasmesso un video in cui Hekmati confessava di fare parte di un complotto per infiltrarsi nel Ministero delle informazioni e della sicurezza nazionale, cioè nel servizio di spionaggio iraniano. Nello stesso giorno un comunicato stampa del ministero dichiarava che i suoi agenti avevano identificato Hekmati prima del suo arrivo in Iran dall’aeroporto militare di Bagram, in Afghanistan. Ci si chiede perché non gli abbiano negato il visto.

Condividi:

Ultime notizie dalle sezioni

Blog

‘A67 , Fulvio Abbate, Mario Agostinelli, Giorgio Airaudo, Sonia Alfano, Francesco Aliberti, Fabio Amato, Dino Amenduni, Ludovica Amici, Sandra Amurri, Manuel Anselmi, Andrea Aparo, Andrea Arata, Gianluca Arcopinto, Antonio Armano, Evy Arnesano, Cecilia Attanasio Ghezzi, Giovanni Avena, Natalino Balasso, Bruno Ballardini, Alessandra Ballerini, Fabio Balocco, Gianni Barbacetto, Mauro Barberis, Ivana Bartoletti, Francesca Barzini, Franco Bassi, Elisa Battistini, Oliviero Beha, Andrea Bellelli, Luca Bellucci, Enrico Beltramini, Paolo Berdini, Emiliano Bernardini, Vladimiro Bibolotti, Debora Billi, Michele Boldrin, Paolo Bolognesi, Maria Bonafede, Stefano Bonaga & Giancarlo Vitali Ambrogio, Beatrice Borromeo, Salvatore Borsellino, Matteo Bosco Bortolaso, Marina Boscaino, Marco Boschini, Dario Bressanini, Vanna Brocca, Giampiero Calapà, Manuela Campitelli, Salvatore Cannavò, Cecilia Canziani, Anna Caragnano, Nicolò Carnimeo, Michele Carugi, Casa della Poesia, Lisa Casali, Sergio Caserta, Luciano Casolari, Francesco Cataluccio e Andrea Di Stefano , Giulio Cavalli, Massimo Cavallini, Matteo Cavezzali, Caterina Cavina, Maurizio Cecconi, Maurizio Cevenini, Riccardo Chiaberge, Adele Chiagano, Pinuccio Chiama, Marco Chiani, Maurizio Chierici, Giulietto Chiesa, Ivan Cicconi, Fabio Ciconte, Mariano Cirino, Stefano Citati, Francesca Coin, Giampaolo Colletti, Furio Colombo, Federica Colonna, Alex Corlazzoli, Carlo Cornaglia, Stefano Corradino, Pino Corrias, Giovanna Cosenza, Giancarlo Costa, Mario Cotelli, Roberta Covelli, Franca D'Agostini, Nando dalla Chiesa, Andrea D'Ambra, Paolo Flores d'Arcais, Pietro De Angelis, Luca De Carolis, Vincenzo De Cecco & Riccardo Cremona, Lorenzo De Cicco, Domenico De Felice, Luigi De Franco, Michele de Gennaro, Luigi De Magistris, Titti De Simone, Tana de Zulueta, Eduardo Di Blasi, Donato Didonna, Enzo Di Frenna, Barbara Di Fresco, Silvio Di Giorgio, Rita Di Giovacchino, Fabio Di Iorio, Oliviero Diliberto, Massimo Donadi, Silvia D’Onghia, Michele Dotti, Michele Emiliano, Federica Fabbretti e Martina Di Gianfelice , Luca Faccio, Alessandra Faiella, Federico Faloppa, Paolo Farinella, Claudio Fava, Giovanni Favia, Ali Baba Faye, Lorenzo Fazio, Stefano Feltri, Silvia Ferrara, Andrea Ferrari, Paolo Ferrero, Alessandro Ferretti, Alessandro Ferrucci, Enrico Fierro, Marco Filoni, Diego Finelli, Massimo Fini, Domenico Finiguerra, Luca Fiorini, Paolo Flores d'Arcais, Jacopo Fo, Gianluca Foglia, Corrado Formigli, Emanuele Fucecchi, Luigi Furini, FQ Londra, FQParigi , FQ Zurigo, Giovanna Gabrielli, Vania Lucia Gaito, Valeria Gandus, Enrica Garzilli, Sciltian Gastaldi, Daniela Gaudenzi, PierGiorgio Gawronski, Gioacchino Genchi, Vladimiro Giacché, Valentina Giannella, Fabiana Gianni, Giuliano Girlando, Beppe Giulietti, Iside Gjergji, Peter Gomez, Giampiero Gramaglia, Fabio Granata, Giancarlo Granero, Greenpeace , Gabriella Greison, Teresa Guccini, Rita Guma, Shady Hamadi, Guido Harari, Paolo Hutter, Domenico Iannacone, Marco Imperato, Giulia Innocenzi, Italiadallestero , Vincenzo Iurillo, Valerio Jalongo, Anna Jannello, Kerry Kennedy, Elena Kokkinomagoulos, Peter Kruger, Fulvia Lakovic, Angela Lamboglia, David Lane, Luciano Lanza, Lavoce.info , Riccardo Lenzi, Alessio Liberati, Orazio Licandro, Marco Lillo, Felice Lima, Emiliano Liuzzi, Beppe Lopez, Cosimo Loré, Margherita Loy, Daria Lucca, Andrea Luciano, Eva Macali, Vittorio Malagutti, Olivier Manchion, Sergio Mancinelli, Debora Mancini, Diego Marani, Fabio Marcelli, Ivano Marescotti, Ignazio Marino, Wanda Marra, Edoardo Marraffa, Giuliano Marrucci, Gianni Marsilli, Leonardo Martinelli, Maurizio Martucci, Antonella Mascali, Gianfranco Mascia, Danilo Masotti, Antonio Massari, Eleonora Massari, Federico Mastrogiovanni, Trarco Mavaglio, Gian Luca Mazzella, Loris Mazzetti, Marcello Adriano Mazzola, Lorenzo Mazzoni, Mauro Meggiolaro, Giorgio Meletti, Melissa P., Federico Mello, Massimo Merighi & Tony Troja, Valeria Merola, Claudio Messora, Matteo Mingazzini, Minzoparade , Francesca Moccia, Paolo Mondani, Tomaso Montanari, Angela Napoli, Mario Natangelo, Antonio Nicita, Sara Nicoli, Noisefromamerika, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, Paolo Nori, Fabio Novembre, Felice Occhigrossi, Paolo Ojetti, Marco Onado, Filippo Ongaro, Alessandro Oppes, Flavio Oreglio, Gloria Origgi, Riccardo Orioles, Antonio Padellaro, Daniela Padoan, Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio , Riccardo Pangallo, Chiara Paolin, Vittorio Pasteris, Layla Pavone, Pierfranco Pellizzetti, John Perkins, David Perluigi, Caterina Perniconi, Simone Perotti, Pino Petruzzelli, Fabio Picchi, Giuseppe Pipitone, Marco Pipitone, Januaria Piromallo & Marika Borrelli, Marco Politi, Andrea Pomella, Marco Ponti, Federico Pontiggia, Giorgio Porrà, Mario Portanova, Augusto Pozzoli, Alberto Puliafito, Puntarella Rossa, Saverio Raimondo, Franca Rame, Lidia Ravera, Ranieri Razzante, Elisabetta Reguitti, Rete 29 Aprile, Piero Ricca, Aldo Ricci, Donata Righetti, Valentina Rinaldi, Pasquale Rinaldis, Riccardo Rita, Domenico Valter Rizzo, Filippo Rossi, Raphael Rossi, Lele Rozza, Gisella Ruccia, Sandro Ruotolo, Pippo Russo, Amer Al Sabaileh, Achille Saletti, Ernesto Salvi, Mauro Sandrini, San Precario, Ferruccio Sansa, Francesca Sanzo, Fabio Scacciavillani, Luciano Scalettari, Andrea Scanzi, Giovanni Scardovi, Barbara Schiavulli, Beppe Scienza, Guido Scorza, Segnalati dalla Rete, Roberto Serra, Debora Serracchiani, Alessandra Sestito, Shooter Hates You, Leo Sisti, Cristina Sivieri Tagliabue, Tommaso Sodano, Caterina Soffici, Stefano Soranna, Mario Staderini, Bebo Storti, Strozzateci Tutti, Simone Strozzi, Suq Genova , Francesco Sylos Labini, Ines Tabusso, Antonio Tanza, Carlo Tecce, Luca Telese, Tommaso Tessarolo, Bruno Tinti, Roberta Torre, Maurizio Torrealta, Flavio Tranquillo, Marco Travaglio, Sandro Trento, Silvia Truzzi, Davide Turrini, Tv Popolare , Andrea Valdambrini, Elena Valdini, Piero Valesio, Francesco Vatalaro, Gianni Vattimo, Davide Vecchi, Eleonora Voltolina, Franco Vespignani & Eleonora Farneti, Marco Vicari, Maurizio Viroli, Ascanio Vitale, Angela Vitaliano, Matteo Winkler, Benedetto Zacchiroli, Lorella Zanardo, Paola Zanca, Giovanni Ziccardi, Damiano Zito, Massimo Zucchetti

Pubblicità

Per la pubblicità sul sito contattare

www.ilfattoquotidiano.it | Server Dedicato Level iP | Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006 | Termini e condizioni di utilizzo