Vertice tra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel

Le ultime notizie in arrivo stamani dalla locomotiva tedesca danno un’idea dei rapporti di forza che esistono attualmente in Europa. Le esportazioni tedesche nel novembre scorso sono cresciute su base annua dell’8,3%. Insomma, malgrado l’aria di recessione che spira un po’ ovunque sul Vecchio continente, malgrado l’incertezza legata alla crisi dell’euro che rallenta tutto, anche gli acquisti di macchinari made in Germany. Nonostante tutto, la locomotiva tedesca continua a correre. Prova ne sia l’asta dei Bund a sei mesi: per mettere i loro soldi nei titoli di Stato tedeschi, gli investitori dovranno sopportare un interesse negativo. Come dire, perderci dei quattrini. La Germania ha appena collocato bond a sei mesi per 3,9 miliardi di euro. E il rendimento di queste obbligazioni è risultato negativo (0,0122%). E’ l’ennesima anomalia di un mercato finanziario sotto tensione. Ma anche la prova che Berlino può tutto. Anche rifilare titoli con un rendimento negativo…

Intanto in Francia nell’ultimo trimestre 2011 la recessione è già inziata: è in panne la seconda economia dell’area euro, stretta fra la Germania in alto e l’Italia in basso, nella classifica dei “giganti” europei. In Francia la disoccupazione è ai livelli massimi da dodici anni a questa parte. Il defcicit pubblico dovrebbe aver archiviato il 2011 (i dati definitivi non sono ancora disponibili) al 5,7% del Pil il Prodotto interno lordo: lontano, lontanissimo dal 3%, la soglia massima teoricamente consentita dai parametri di Maastricht. Non solo: Parigi sta costantemente in uno status di deficit della bilancia commnerciale. Le esportazioni non corrono. L’economia è salvata dai consumi interni, a loro volta alimentati dall’indebitamentoi pubblico, accelerato nell’era di Nicolas Sarkozy. Che non può assolutamente mantenere il ritmo degli ultimi anni.

Germania batte Francia 1 a 0. E forse 2 a 0. O ancora di più. Da mesi la Merkel e Sarkozy, che si incontrano per l’ennesima volta oggi a Berlino, cercano di trovare l’accordo con la a maiuscola per salvare l’euro. Sarkozy spinge per un’azione più disinvolta della Banca centrale europea. Verso più coraggio: perché Parigi sa cosa vuol dire essere in difficoltà, trovarsi in un’impasse, inimmaginabile fino a qualche mese fa. Dall’altra parte Angela Merkel e il suo entourage rispondono con rigidità tutta teutonica alle richieste di Parigi di allentare la corda, anche sul debito greco, sul quale è già stato deciso a fatica un abbattimento del 50%, che i francesi vogliono veder salire almeno al 60% (altrimenti Atene non si salverà mai, mai e poi mai).

Ritorniamo al punto iniziale: quel dato sulle esportazioni tedesche. Che crescono, nonostante tutto. Sì, è la Germania ad avere il coltello dalla parte del manico. Nell’accordo con la a maiuscola atteso da tempo fra la Sarkozy e la Merkel, è la cancelliera a dover prendere la decisione principale, a dire di sì. Il Presidente francese, per di più alle prese con una campagna elettorale per le presidenziali di aprile, già decollata, ha le mani legate. E la zavorra di un’economia nazionale in crisi. Il tempo stringe. A Berlino dovrebbero capirlo.