Ancora una giornata di pressioni per Equitalia: una busta con esplosivo è stata recapitata alla sede di Roma, una lettera sospetta è stata ritrovata alla sede di Casamicciola, a Ischia. E non è tutto. A Cagliari un gruppo di manifestanti del popolo delle partite Iva anti-Equitalia ha occupato un piano del palazzo della Regione.

La busta di Roma era indirizzata al direttore della sede sul Lungotevere Flaminio e conteneva polvere pirica che fuoriusciva e un pezzo di corda. L’allarme era stato lanciato intorno alle 12 e sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Villa Glori e gli artificieri.

Contemporaneamente in Sardegna un gruppo di otto manifestanti del cosiddetto “popolo delle partite Iva anti-Equitalia” ha occupato il nono piano del palazzo della Regione, in viale Trento a Cagliari, davanti al quale è allestito, da circa due mesi, un presidio permanente. “Noi siamo per l’equità e la giustizia, ma i sequestri della propria azienda e della casa dove si abita sono veri e propri abusi di potere che umiliano i cittadini e i lavoratori – spiega il segretario della Confederazione Sindacale Sarda, Giacomo Meloni, che aderisce all’iniziativa – per questo oggi i componenti del Presidio hanno occupato gli uffici regionali sollecitando la Giunta e il presidente Cappellacci perché l’ordine del giorno, approvato recentemente dal Consiglio regionale, non resti lettera morta e perché Equitalia sparisca dalla nostra isola”. Il documento del Consiglio fa riferimento all’articolo 51 dello Statuto, in base al quale, quando risulti che l’applicazione di una legge dello Stato in materia finanziaria è manifestamente dannosa per la Sardegna, si può chiederne la sospensione.

E una lettera indirizzata alla sede di Equitalia di Casamicciola, a Ischia, e contenente una polvere azzurra è stata sequestrata all’ufficio postale. La busta era nel sacco della corrispondenza prelevata da un portalettere, e l’anomalia del suo contenuto è stata rilevata dalla fuoriuscita di una piccola quantità di polvere dall’involucro, che ha tra l’altro macchiato le mani del postino. Intervento dei vigili del fuoco, che hanno provveduto a una bonifica dei locali, e dei carabinieri isolani, coordinati dal capitano Melissa Sipala, che hanno sequestrato la lettera. Il portalettere è stato prima portato all’ospedale per accertamenti precauzionali e poi dimesso. Dai primi esami, sembra che la polvere sia semplice colorante.