Voce maschile, camuffata, accento meridionale: “C’è una bomba, esploderà alle 12.30”.Così, in mattinata, anche la sede Equitalia di Parma è entrata nella lista nera degli allarmi attentati. Allarme infondato però: dopo circa tre ore di bonifica nessun ordigno è stato trovato all’interno della filiale. Sul posto pattuglie di carabinieri e due militari dell’unità cinofila. Sgomberati gli uffici. E’ successo tutto intorno alle 11.30 in strada Quarta, laterale di via Emilio Lepido, nella sede della Agenzia delle entrate che al pian terreno ospita uno sportello di Equitalia.

Un’impiegata della Agenzia ha sollevato la cornetta e ha avuto solo il tempo di ascoltare quel messaggio: “Attenzione, una bomba esploderà fra un’ora”. Nient’altro. “L’accento era imprecisato – dice Franca Adragna, direttrice della Agenzia delle entrate ed unica titolata a parlare per invito dei carabinieri – ma la voce era mascile, si potrebbe dire che l’accento fosse meridionale”.Avvertiti i carabinieri, l’area è stata chiusa e l’intero palazzo – uno stabile composto da due torri di sei piani, con 20 stanze per piano – è stato evacuato. Nel piazzale antistante si sono radunati dipendenti e utenti, in totale oltre un centinaio di persone.

Dopo un primo controllo, trascorso il termine indicato dalla telefonata, il dubbio che si trattasse di un falso allarme è diventato concreto. Nessuna esplosione, neppure dopo due ore. Soltanto alle 14 due carabinieri della unità cinofila, con un labrador al guinzaglio, sono intervenuti per un sopralluogo più approfondito. Una volta ispezionata buona parte dello stabile, ma non tutto come ammesso dagli stessi militari, i dipendenti sono stati riammessi in ufficio. “Mi raccomando – è stato l’avviso della direttrice agli impiegati – d’ora in poi stiamo attenti, occhio a qualsiasi segnale, anzi appena torneremo su toglierò tutti i cestini della spazzatura per precauzione, il clima è pesante in tutta Italia”.

Quello di Parma è in effetti il quinto allarme simile registrato in tutto il Paese negli ultimi giorni. Il primo, drammatico e conclusosi con il grave ferimento del direttore, si è verificato prima di Natale a Roma nella sede centrale di Equitalia. Poi sono seguiti quelli Modena, Torino e Foggia. In mattinata, proprio in contemporanea con Parma, anche Perugia ha vissuto momenti simili di tensione con un allarme bomba scattato intorno a mezzogiorno in uno degli sportelli Equitalia. Mentre le polemiche politiche sulle parole di Beppe Grillo – che ha invitato a capire le ragioni della rabbia contro l’ufficio esattoriale – la lista nera delle bombe vere o presunte si allunga.