Oggi voglio cedere questo spazio ad una signora, Graziella Marota, che ha perso un figlio, travolto da un macchinario privo del dispositivo di sicurezza.

Andrea, morto a vent’anni, è uno di quelli che è stato liquidato con qualche notizia in breve sulle cronache locali, magari sotto il beffardo titolo: “Ancora una tragica fatalità, ennesima morte bianca”.

Il suo ricordo tuttavia, non è stato cancellato perchè la mamma, Graziella, ha deciso di dedicare la sua vita non solo a reclamare giustizia per Andrea, ma anche all’impegno civile, all’azione di denuncia e di proposta affinché il contatore della morte che registra i caduti sul lavoro cominci almeno a rallentare la sua corsa.

La sua lettera mi è stata segnalata da Marco Bazzoni, operaio di Viareggio che è diventato il punto di riferimento per chiunque voglia opporsi a questa sorte di “strage continua”, purtroppo avvolta ancora da molta indifferenza e dal cinismo dilagante.

La signora Marotta non si è piegata e ha deciso di scrivere una lettera al ministro Fornero.

Mi auguro che il ministro voglia rispondere a questa lettera che invece di reclamare “il suo interesse” pretende il rispetto per il bene comune,
per l’interesse generale; quanta differenza con lo spirito dei tempi e con i modelli dominanti!

Per questo ho voluto cominciare l’anno con questa lettera. Chi avesse voglia di aderire all’appello di Graziella o anche solo di mettersi in contatto con lei o di seguire le sue attività potrà farlo su questo sito: www.associazioneproandrea.it