Da marzo a dicembre 2011. Un anno accorciato che parte 4 giorni prima dell’inizio della primavera, il 17 marzo, e segue gli eventi che nei mesi successivi hanno raccontato Bologna e l’Emilia Romagna. Gli occhi sono quelli del Fatto Quotidiano, sbarcato qui come edizione regionale, e due sono le note che si registrano. La prima è che gli eventi pubblici, quelli della cultura e dello sport, non sono mancati, ma la politica – quella che doveva rinnovare i propri uomini a cui affidare le redini delle amministrazioni locali, a iniziare dal commissariato capoluogo, ma anche quella a metà del guado che non ha retto l’urto delle inchieste giudiziaria con Parma in primis – ha lavorato bene se lo scopo era il non dare il meglio di sé.

Primavera: tra il felpato gala Ducati e agli indignati emiliani. A marzo, nel pieno centro storico di Bologna, il salotto di piazza Maggiore, va in scena per il team della MotoGp della Ducati. A festeggiare c’è tutta la Bologna che conta e anche un buon pezzo d’Italia. Ospite d’onore Valentino Rossi, che dai fasti della sua scuderia (la cui produzione motociclistica – è stato annunciando nella seconda metà dell’anno – potrebbe spostarsi in Thailandia con grossi guai per i 170 lavoratori) tornerà a essere ritratto in ottobre in Romagna (e più precisamente a Coriano) per i funerali di un amico e collega, Marco Simoncelli. Le esequie del centauro, 24 anni, vengono celebrate qui il 27 ottobre, dopo che la salma è rientrata da Sepang, dove si è verificato l’incidente in cui il giovane ha perso la vita.

In marzo entrano nel pieno anche a Bologna le contestazioni degli indignati, che nel corso dell’anno si moltiplicheranno sotto sigle diverse, da Santa Insolvenza a Occupy Tpo e Draghi Ribelli. Tanto che in ottobre ci sarà la carica dei manifestanti che protestano contro la sede bolognese di Banca d’Italia e i denti rotti da una manganellata a una studentessa di lettere, Martina. In novembre, inoltre, si giungerà a occupare l’ex cinema Arcobaleno, sgomberato pochi giorni dopo. Ma – si diceva – l’esordio è a marzo, con il flash mob “Take the future” in una filiale Unicredit del centro storico di Bologna: giovani che si spogliano in banca mettendosi sull’addome un enorme codice a barre. “Leggici questo”, insomma, il messaggio. Su molti di questi episodi sono stati aperti fascicoli dalla magistratura.

Tra gli eventi culturali primaverili, la presentazione del libro “Vieni via con me” di Roberto Saviano e poi, a Palazzo Fava, ecco che viene presentato il “progetto”: il piano fattibilità per la realizzazione del nuovo auditorium della città di Bologna. Presenti l’architetto Renzo Piano, il maestro Claudio Abbado e Fabio Roversi Monaco, patron del progetto. Intanto, mentre la primavera incalza e la politica attende il voto dei cittadini per il 15 e il 16 maggio, il 5 il Futurshow Station di Bologna ospita Shakira in concerto con relativa calca dei fan.

Dalle disgrazie del patron della Fortitudo al nuovo sindaco di Bologna. In questo periodo arriva una mazzata per lo sport (oltre alle traversie del Bologna Calcio). Stavolta nel mirino il basket, e più precisamente la Fortitudo (intanto la nemica storica, la Virtus, festeggia il suoi 140 anni). O meglio il suo patron, Gilberto Sacrati, sfrattato dal Paladozza a causa di un debito da 6,4 milioni di euro per la gestione della struttura. Nel frattempo, tra conferenze stampa e ricorsi al Tar, si deve difendere anche dal crollo del suo impero economico.

Ma grande protagonista di questo mese è la politica. Tra i tanti leader che sfilano a Bologna, in sostegno al candidato del centrosinistra Virginio Merola, Nichi Vendola, alle cui linea aderisce Amelia Frascaroli, attuale assessore ai servizi sociali. La vittoria, il Pd e alleati, se la sentono in tasca, anche perché il centrodestra traballa sotto l’insegna di un candidato sindaco leghista mal digerito dello schieramento, Manes Bernardini. Non ce la farà, quest’ultimo, nonostante lo schieramento dei vertici del Carroccio in città, come Umberto Bossi, suo figlio Renzo “il Trota” e dell’ex inquilino del Viminale, Roberto Maroni, a fianco dei quali – in anticipo rispetto alle indiscrezioni di tardo autunno a proposito di un possibile salto del fossato dal Pdl – c’è anche Giulio Tremonti. Non è ancora non surclassato da crisi, spread e commissariamento economico dall’Europa.

E la vittoria arriva già la sera del 16 maggio, a spoglio ultimato. Merola, nonostante i corvi, le insinuazioni e le gaffe (sul Bologna Calcio in serie B, la più clamorosa), è il nuovo sindaco e il 24 del mese si presenta, fiori e cioccolatini alla mano come neanche il più innamorato dei fidanzatini di Raymond Peynet, per il passaggio di consegne con il commissario prefettizio Anna Maria Cancellieri (diventata ministro dell’Interno nel governo di Mario Monti).

Elettoralmente parlando niente da fare invece per la donna dello scandalo, Cinzia Cracchi, la ex del dimissionario sindaco Flavio Del Bono, reduce dal primo patteggiamento, che ci prova a entrare nelle stanze dei bottini cittadine con la lista dell’avvocato Angelio Maria Carcano. Sarà una Caporetto.

Per la maggioranza, invece, devono ancora arrivare le settimane di fuoco autunnali che portano venti (e fascicoli conoscitivi della magistratura) sui discussi rimborsi delle missioni di alcuni consiglieri, le fratture a Palazzo d’Accursio, i “vaticinii” sull’esito di selezioni per dirigenti comunali e le polemiche sui collaboratori del sindaco. E deve arrivare anche quello che è stato considerato un “tradimento” da parte della Provincia: l’aumento delle tariffe dell’acqua dopo il referendum del giugno precedente. Una decisione, quella di via Zamboni, che ha fatto infuriare i comitati, i quali hanno ricambiato lanciando monetine sulla presidente Beatrice Draghetti.

Intanto a fine maggio ancora grandi manovre, stavolta nazionali, per disarcionare Silvio Berlusconi, con l’incontro tra il presidente della Camera Gianfranco Fini e il segretario Udc Pierferdinando Casini. Luogo: da Zanarini, esclusivo bar dietro a San Petronio. Una pausa in uno dei salotti preferiti dall’alta borghesia felsinea presentando il libro dell’ex leadea di An, “L’Italia che vorrei”.

Mentre il calcio scommesse arriva anche in Emilia Romagna, la cultura avanza. Giugno si apre con l’inchiesta della procura di Cremona sul calcio scommesse, che coinvolge anche ex dirigenti del Ravenna. Arresti domiciliari per Beppe Signori, accusato di far parte di una rete internazionale che altera i risultati delle partite e punta in Asia cifre da capogiro usando sistemi molto simili alle speculazioni borsistiche. Beppegol si difende, nega tutto, apre un ristorante, ma a dicembre, quando si arriva al secondo capitolo dell’inchiesta, gli investigatori vanno a cercare conti in Svizzera perché sospettano che lì ci sia un “tesoretto”.

Intanto, per quanto riguarda gli spettacoli, se ad aprile la stagione del teatro comunale di Bologna porta il concerto di Paolo Conte, ancora a giugno Roberto Benigni torna nel capoluogo emiliano portando la “Lectura Dantis” e Michele Santoro arriva con il suo “Signori in piedi, entra il Lavoro” per l’anniversario della Fiom festeggiato nel parco di Villa Angeletti. Inoltre, mentre l’estate degli spettacoli esordisce a Bologna con la rassegna “Il cinema ritrovato” e annovera la partecipazione, tra i tanti vip, del regista Bernardo Bertolucci, a poche decine di chilometri, in luglio, la storica “Ferrara Sotto le Stelle” porta in piazza Castello PJ Harvey. Il Campovolo di Reggio Emilia accoglie invece il “suo” Luciano Ligabue, che torna a esibirsi qui dopo il concerto del 2005 e Caparezza è all’Estragon di Bologna

L’autunno dei lavoratori alla corte di Vasco e dei fan della Mela. A fine estate (è la metà di settembre) c’è attesa e lunghe code per l’apertura dell’Apple Store di via Rizzoli, a Bologna, fenomeno più di costume che di cultura tecnologica mentre in ottobre, per un attimo, la trasgressione rivive a Bologna con la sfilata “The Italian Miss Alternative”, organizzata dall’Arci Gay durante il festival.

A novembre, a Rimini, viene assegnato il Premio Fellini a Terry Gilliam, autore e regista americano, torna l’ex dei Beatles, Paul Mc Cartney, che apre all’Unipol Arena di Bologna il suo tour mondiale e Ivano Fossati si esibisce al teatro Manzoni. E anche l’arte fa registrare il suo segno, nel corso di queste mese, come Gilberto Zorio che dona al museo bolognese Mambo e alla città una sua opera, collocata nel giardino del Cavaticcio.

A chiusura d’anno, mancano pochi giorni a Natale e Vasco Rossi, passato dai palchi del rock ai “clippini” di Facebook con il lungo intermezzo della degenza nella clinica bolognese Villalba, incontra gli operai della fabbrica Ims di Caronno Pertusella nel suo ufficio di via Emilia Levante. Se dovesse incontrare tutti quelli che hanno protestato nelle settimane precedenti (Omsa, Ferrari, Maserati, Perla, Furla, Malaguti, solo per citarne alcuni), finirebbe per svernare. Di9 sicuro c’è solo una cosa: tra tutte le fabbriche che hanno perso i pezzi per strada, quella dei motori ne esce demolita. Quella che era stata ribattezzata la Motor Valley – non per ultima la chiusura della Malaguti di Castel San Pietro – non esiste più.

In ultimo deve essere vero che le festività rendono tutti più buoni perché Marco Di Vaio, capitano del Bologna Calcio, ricompare accanto a Gianni Morandi per il concerto “Il Natale ha un cuore rossoblu”. Al bomber, tornato a segnare nonostante una stagione non proprio brillante, deve sembrare lontana la primavera precedente, quando è stato investito con molti compagni di squadra dalle inchieste sui pass falsi per l’accesso e il parcheggio nel centro storico della città (per queste indagini deciderà di restituire il Nettuno d’Oro ricevuto in aprile dal commissario Cancellieri).

Due ultime segnalazioni. Francesco Guccini sale sul palco il 3 dicembre per quello che era stato annunciato come il concerto di fine carriera. Tra pezzi storici e più recenti, i fan attendono però il prossimo tour del cantautore emiliano. Ma un altro palco, quello dell’auditorium Arturo Toscanini di Parma, ospita uno spettacolo particolare, di quelli che meriterebbero le prime pagine dei giornali. È “SMania di Vivere” (le maiuscole sono così nel titolo) della danzatrice Erica Brindisi, affetta da sclerosi multipla impegnata, che racconta ballando la convivenza e la lotta con la malattia.

Le foto sono di Roberto Serra e Mario Carlini