Nelle carte della procura di Cremona sul calcioscommesse spuntano probabili conti cifrati in Svizzera di Beppe Signori ed un’ipotesi su cui lavorano gli investigatori: “riciclaggio di ingenti somme di denaro”. E spunta anche il nome di Marco Di Vaio, il capitano del Bologna Fc, ma solo come fonte di preoccupazione per Beppegol. Il capitano dei rossoblu è infatti del tutto estraneo alla vicenda. Ma è Signori a sollevare un problema in un colloquio intercettato dagli inquirenti il 29 novembre scorso.

È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. Gli inquirenti, chiusa la seconda fase di indagine con gli arresti di Cristiano Doni e Luigi Sartor, sono convinti di avere in mano le prove sul coinvolgimento di Signori nello scandalo delle partite truccate dagli uomini di Singapore. A Lugano, infatti, Sartor e il suo commercialista Daniele Ragone, avrebbero costituito una società di cui avrebbe fatto parte proprio Signori come socio occulto. Questa è l’ipotesi dell’accusa, nata dopo la segnalazione di operazioni sospette alla Banca Euromobiliare di Lugano, e che ha portato il 14 luglio scorso ad un summit tra investigatori svizzeri ed italiani.

La società è la Clever Overseas s.a., che “è risultata essere domiciliata e amministrata dalla Fiduciaria Pieffeci Professional Consulting di Lugano, che per la sua costituzione aveva presentato atto rogatoriale, con diritto di firma, per Ragone e Sartor”. E pur non comparendo ufficialmente, anche Signori avrebbe dovuto farne parte, come emerge dai documenti della Clever Overseas acquisiti il 5 luglio durante la perquisizione alla Pieffeci. E lo stesso Beppegol si sarebbe “recato a Lugano per l’apertura della società insieme a Ragone, Sartor e una terza persona”.

Ma è il conto in banca che insospettisce gli inquirenti. Una girandola di soldi. In 4 mesi transitano quasi 650 mila euro. Il 2 novembre 2010 289 mila, e il primo marzo di quest’anno 343 mila euro. Nei giorni seguenti poi, scrive la procura di Cremona, “la metà di quanto versato veniva prelevato allo sportello della Banca Euromobiliare. In seguito, venivano effettuate svariate operazioni a favore di conti cifrati riconducibili a Signori, all’ex giocatore Sartor e al suo commercialista Daniele Ragone. In almeno due casi, Signori riceveva 50 mila euro e, in uno di questi, rigirava 20 mila euro su un conto del terzo socio, Luca Burini”, dipendente di una società di autoricambi di Forlì. L’ipotesi su cui ora lavora l’accusa è quella di riciclaggio.

Nelle carte della procura di Cremona spunta anche il nome di Marco Di Vaio, del tutto estraneo alla vicenda. In un’intercettazione telefonica emergono i timori di Beppegol per due assegni da 2500 euro consegnati da Di Vaio. È Signori ad inquietarsi in una chiamata telefonica con il suo investigatore privato di fiducia, Ugo Vittori. I due, infatti, temono che per i magistrati di Cremona quei due assegni possano essere ricondotti alla vicenda delle scommesse. Invece, spiega Signori nel corso della telefonata, servivano solo per pagare alcune bollette, essendo Di Vaio un suo inquilino in una casa nel centro di Bologna.

Il 29 novembre scorso Vittori chiama Signori, al quale chiede di “Giudà”, che, secondo gli agenti della polizia, si tratta del loro amico Gian Paolo Zani. “Signori in merito a Giudà – scrivono gli investigatori – risponde che ha trovato i soldi, “Domani andiamo in banca per il prefinanziamento”. I due poi parlano del ristorante e poi Beppe chiede a Ugo se ha parlato con Alfonso dell’assicurazione. Ugo risponde che dovrà vederlo domani poi gli farà sapere. Beppe – si legge – dice che ha detto due cose a Patrizia che a sua volta gli riferirà. Beppe comunque riferisce che una delle due cose è che hanno chiamato a Cremona Di Vaio perché ha fatto due assegni di 2500 euro a Signori”.

Ma Beppegol, intimorito dalla possibilità di vedere coinvolto Di Vaio, spiega al telefono che si tratta di soldi dovuti per pagare delle bollette, e l’investigatore Vittori cerca di tranquillizzarlo. Continuano gli investigatori: “Beppe aggiunge che si trattava dei pagamenti delle bollette da pagare ed aggiunge che sono cose impensabili. Ugo dice che in un’ottica di calcio scommesse un assegno di un giocatore del Bologna a lui poteva essere visto come un pagamento per delle scommesse. Ugo dice di stare tranquillo perchè tutti sanno che Di Vaio era un suo inquilino”. Gli avvocati dell’ex capitano hanno fatto sapere che è “inaccettabile e illegale pubblicare quegli atti”.