Si sposeranno, anzi non si sposeranno, sì, lo faranno, ma non ora, macché, ci sono le pubblicazioni già affisse dal 23 dicembre, fino al colpo di scena (falso) di ieri: il matrimonio è stato già celebrato, in Campania, all’insaputa di tutti. Per una intera giornata, la solita soffiata ben informata di Dagospia – quella sulla pubblicazione nuziale affissa in un comune della Campania, Sassano – ha alimentato un giallo sulla coppia più in vista del Parlamento italiano e sull’ipotesi imminente delle sue nozze. Da un lato l’azzurra Nunzia De Girolamo, dall’altro il democratico Francesco Boccia. Non era vero, ma l’apologo che salta fuori dalla storia può insegnare qualcosa.

Intanto i fatti. Qualche cronista locale, anticipando i tempi della notizia e chiedendosi come mai la pubblicazione fosse stata affissa a ridosso del Natale, aveva ipotizzato una cerimonia lontana da occhi indiscreti. Ma in serata è stato lo stesso deputato del Pd a smentire, un po ’ divertito e un po ’ anche indispettito, dopo essere stato raggiunto al telefono da metà (l’altra era in ferie) dei giornalisti italiani: “Ma quale matrimonio segreto!? Ci troviamo, molto spensieratamente in Puglia, i miei due figli sanno già che ci sposeremo a settembre, perché mai dovremmo anticipare i tempi?”.

In realtà i 51 mila esiti che saltano fuori se si incrociano i nomi dei due deputati su Google e la facilità con cui attecchiscono le leggende metropolitane sul loro conto, sono una delle tante misure indirette di un clima politico che cambia e un simbolo involontario di una nuova stagione istituzionale.

Intanto perché quando dopo tanti mormorii la coppia si rivelò ufficialmente (nella sede a dir poco eterodossa di Un giorno da pecora, avendo per testimoni quei due dioscuri irriverenti di Giorgio Lauro e Claudio Sa-belli Fioretti), la De Girolamo e Boccia militavano in due fronti contrapposti e potevano sembrare l’ennesima possibile parafrasi della favola di Romeo e Giulietta: di centrosinistra lui, di centrodestra lei, un amore impossibile nei tempi della battaglia campale fra berlusconismo e antiberlusconismo.

Poi però, subito dopo aver enunciato il cliché, le cose si complicavano. Se non altro perché lei si divertiva a mischiare le acque: Ma quale sinistra e sinistra? Francesco è un moderato, un popolare centrista, sono molto più di sinistra io di lui! Ha giocato il ruolo di arcinemico sfidando due volte Vendola, mentre a me Vendola è molto simpatico…”. E Boccia: “Non vi fate fregare: Nunzia è maestra nel dire a tutti la cosa che mi mette più in imbarazzo. Io sono un democratico europeo, lei è una conservatrice liberista che gioca a fare la spiritosa”. Era ancora più divertente incrociare le loro presenze negli studi televisivi, quando invitato nello stesso programma (la puntata dopo di lei), lui diceva ridendo: “Nunzia si prepara molto, ma in studio è una vera carogna, poveretto chi se la ritrova contro”. E lei ribatteva rispondendo pan per focaccia e non meno divertita: “Controllate l’Auditel… La verità è che al contrario di me Francesco abbassa gli ascolti”.

Il mistero delle pubblicazioni, però, è stato presto svelato. Il giovane sindaco di Sassano Tommaso Pellegrino, ex deputato dei Verdi (chirurgo dei tumori alla mammella) è stato il galeotto tramite dell’amore fra i due. Amico di entrambi, infatti, li aveva invitati a un convegno, a Napoli, dove Boccia e la De Girolamo si erano conosciuti assieme allo stilista Marinella. E così, in suo omaggio, i due deputati hanno deciso di sposarsi proprio nel comune delle orchidee.

Ma qui, uscendo dai merletti della cronaca rosa, si passa al cortocircuito politico. Durante i due anni più difficili della legislatura, sia lui che lei erano inseguiti da sospetti di tradimento, maldicenze, alzate di sopracciglio. In Internet fioccava pure qualche insulto: “Ma come si fa a stare con una di destra?” (o viceversa). Persino fra i colleghi qualche scetticismo c’era. Adesso, nel tempo dei tecnici, la coppia anomala si è fatta coppia profetica e lo spettro del tradimento si è mutato nel-l’epifania della solidarietà nazionale, incarnata nella spensieratezza di una promessa nuziale che si carica di significati fino a ieri inimmaginabili. “Da questa esperienza abbiamo imparato – ammette lui in privato – a giudicare meno e a capire di più”.

E se è vero che Boccia e la De Girolamo non hanno ancora celebrato nessun matrimonio e che si sposeranno (prima in municipio e poi in Chiesa) alla fine dell’estate, è altrettanto certo che un piccolo colpo di scena ci sarà. “La data che abbiamo in mente – spiega lei – è l’8 settembre. E lui: “Essendo l’anniversario dell’armistizio più drammatico della storia nazionale, direi che può andare abbastanza bene, anche per testimoniare il bisogno di pacificazione che vorremmo rappresentare”. Auguri agli sposi. Sempre che, visti i tempi della politica, prima di allora non sia deflagrato un nuovo conflitto fra le rispettive fazioni di appartenenza.

Il Fatto Quotidiano, 28 dicembre 2011