Con riferimento agli articoli di stampa pubblicati il 20 dicembre 2011 su IL FATTO QUOTIDIANO – Emilia Romagna, nonché sulla GAZZETTA DI MODENA del 22 dicembre 2011, concernenti le cooperative Casaeffe, Progetto Casa e Casa Mia, in cui si accusa la mia persona di aver ritardato le indagini sulle stesse per aver nominato tre commissari in “evidente conflitto d’interessi”, si chiarisce quanto segue:

Con i decreti nn.  89/09, 92/09 e 93/09 301 del 25.3.2009 le Società Cooperative CASAEFFE, CASA MIA e PROGETTO CASA, aventi sede in Modena, sono state poste in liquidazione coatta amministrativa dal Ministero dello Sviluppo economico in seguito a revisioni effettuate dall’UNCI – Associazione di Rappresentanza, Assistenza e Tutela del Movimento Cooperativo – cui le citate cooperative risultavano aderenti.

La medesima Associazione segnalava, ai sensi dell’art. 9 della legge 17 luglio 1975, n.400,  i tre commissari liquidatori – scelti tra gli iscritti agli Albi professionali di avvocati e procuratori legali, commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro – designati per la nomina. Sulla base di tale indicazione il Ministero ha nominato, come da prassi, il primo soggetto della terna.

Risulta, dunque impropria e destituita da ogni fondamento l’accusa mossa nei miei confronti.

Infatti non è il Ministro dello Sviluppo economico a scegliere personalmente i Commissari liquidatori, ma, ai sensi dell’art. 9 della legge 17 luglio 1975, n.400, è l’UNCI ad effettuare tale scelta.

Successivamente, accertata la situazione di potenziale conflitto di interesse, il Ministero dello Sviluppo economico ha immediatamente provveduto in autotutela, ai sensi dell’art. 21 nonies della legge 7 agosto 1990, n.241 ad annullare i citati decreti di nomina e a nominare – per motivi di efficienza ed efficacia  dell’azione amministrativa – un unico Commissario liquidatore per tutte le tre cooperative.

Per quanto attiene al lamentato  ritardo istituzionale nella dichiarazione dello stato di insolvenza merita di essere evidenziato che l’azione amministrativa è stata tempestiva e a nessun titolo può attribuirsi al Ministro pro tempore che la dichiarazione dello stato di insolvenza – di competenza esclusiva dell’Autorità giudiziaria – abbia subito ritardi.

Ne consegue che, in ossequio alla vostra correttezza professionale, attendo che sia dato adeguato risalto sulle vostre testate alla presente rettifica, nel rispetto della mia onorabilità e della mia immagine.

On. Claudio Scajola