La produzione agricola regionale cresce del 3 %, ma i contadini dell’Emilia Romagna affogano sotto il peso dei costi sempre più alti. Coi prezzi stellari raggiunti dal gasolio, con l’introduzione prossima delle nuove imposte come l’Imu, con i prezzi dei prodotti in balia delle promozioni nei supermercati, la vita e i redditi delle 70 mila aziende e dei 120 mila addetti in regione, ha denunciato la Coldiretti, è sempre più difficile.

“È emblematico l’andamento dei prezzi del carburante per le macchine agricole. Il prezzo è passato dai 50-60 centesimi al litro agli 80 centesimi”, ha spiegato Mauro Tonello, presidente della Coldiretti Emilia Romagna, che oggi ha presentato il bilancio agrario del 2011. “Se pensiamo che una macchina agricola consuma tra i 20 e i 25 litri l’ora, è come se lavorassimo la terra con una Ferrari”.

Oltre ai costi di produzione in salita, gli agricoltori scontano anche il difficile rapporto con la grande distribuzione dei supermercati, dove la frutta e la verdura sono spesso sottovalutati (sotto 1 euro al chilo) oppure sopravalutati (4-5 euro al chilo). Tipico è il caso delle pesche nettarine, che questa estate in Emilia Romagna venivano pagate agli agricoltori 25 centesimi al chilo per poi essere rivendute nei supermercati a 3-3,5 euro. “Ci vorrebbe una istituzione terza che certificasse la verosimiglianza di un prezzo al bancone”, spiega Tonello.

I rapporti tra contadini e grande distribuzione sembrano essere completamente de-regolamentati complice anche la crisi. “Ormai anche le grandi catene fanno gli ordini alla giornata, giorno per giorno”, racconta il presidente di Coldiretti. I motivi? “Tra le grandi aziende c’è preoccupazione per la crisi e soprattutto c’è scarsità di liquidità”. Le banche insomma, anche in questo settore, hanno chiuso i rubinetti.

L’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni, vuole presentare insieme ai colleghi delle altre regioni una proposta di legge al ministro dell’Agricoltura, Mario Catania per fare in Italia come è appena stato fatto in Francia. “Proporremo come Oltralpe – spiega il membro della giunta di Vasco Errani – una legge, un testo unico che preveda contratti triennali, quantità, qualità, meccanismi e tempi certi di pagamento. Bisognerebbe inoltre rendere impossibile chiedere agli agricoltori mega-sconti da un giorno all’altro”. È curioso peraltro che proprio nel 2011 l’Italia abbia superato la Francia nella produzione agricola nazionale. “Ma in Francia si amano di più, tengono di più alla propria produzione”, spiega Rabboni.

Sui prezzi sballati inoltre pesa anche un altro problema: quello della malavita. “Oggi si cela tanto malaffare anche nella cassetta della frutta”, spiega Tonello di Coldiretti. “Non si spiegherebbe se no certa frutta e verdura a prezzi così scontati”. Altro problema, legato a questo, è il taglio dei costi di trasporto. “Spesso in azienda vediamo arrivare dei trasportatori, in molti casi stranieri, stanchi e con dei furgoncini così rovinati che forse costa quasi più il carico del mezzo stesso”, scherza Tonello.

A fare la parte del leone nella crescita della produzione emiliano-romagnola ci sono i cereali che fanno un balzo del 33 % per 563 milioni di euro in più. Il paradosso è che ad andare male, malissimo è il settore una volta trainante della produzione regionale: l’ortofrutta. Gli ortaggi hanno avuto un –5 % nella produzione. La frutta, nonostante un aumento del 13 % nella produzione, ha avuto però un crollo dei prezzi al di sotto dei costi di produzione.

Il 2011 è stata una buona annata per il frumento tenero. Bene anche il mais e il sorgo, mentre il riso (complice il calo della richiesta dalla Turchia) e il grano duro sono in calo. Bene è andata anche la produzione di pere, di mele e di kiwi.