Lo diciamo senza troppa acredine, ma quest’anno per le temibilissime feste natalizie il cartellone cinematografico in regione è sempre più avviluppato sui titoli dei multiplex. Una partita di giro di una decina di titoli capitanata dai cinepanettoni prodotti da De Laurentiis (Vacanze di Natale a Cortina) e Medusa (Finalmente la felicità) e trincerata dietro la presunta formula della “grande scelta” delle multisale.

Anche se i multiplex (tanti, troppi, in tutta la regione, senza che un’assennata politica culturale sul territorio abbia mai opposto resistenza) danno la possibilità spesso di scegliere tra otto o dieci sale, il listino blindato dei tre grandi distributori nostrani e dei tre quattro distributori americani impone comunque una serie di titoli e da quelli non si scappa. Insomma, il manovratore non va disturbato.

Così nel momento in cui si ha più tempo e voglia di spendere qualche euro per andare al cinema, vi lasciamo in calce alcuni spensierati consigli per le oasi di cinema non necessariamente d’essai, ma perlomeno svincolate dalle logiche impositive delle multisale.

Iniziamo dalle due sale Lumiere della Cineteca di Bologna. Nella Mastroianni c’è Le idi di marzo, di e con George Clooney con una particolarità: è in lingua originale e non stacca mai dal 25 dicembre al 3 gennaio per tre spettacoli: 18, 20.15, 22.15. Ad eccezione del fatto che da martedì 27 a sabato 31 alle 18 vengono offerti quattro titoli del redivivo maestro Luchino Visconti: Senso (1954) magnificamente restaurato e con i tumidi occhioni di Alida Valli a far da solido richiamo antiaustriaco; La caduta degli dei (1969), “grandioso melò sulfureo e demoniaco” immerso tra le stanzone dei Von Essenbeck, tra notte dei lunghi coltelli, orge retrò e un Helmut Berger che mai più si riprese dall’ipnotico Visconti; Ossessione (1943) il torbido menagè della bassa padana a cui Jack Nicholsono e Jessica Lange devono praticamente tutto e l’ennesimo ineccepibile restauro de Il Gattopardo (1963).

Nell’altra sala, la Scorsese, continua il suo iter alternativo alle grandi distribuzioni (è la Sacher di Moretti), Le nevi del Kilimangiaro del francese e comunistissimo Robert Guediguian: straordinario affresco sulla definizione contemporanea del conflitto di classe, sospeso tra Jean Jaures e Spider Man, con un gruppo di attori (Jean Pierre Daroussin e Ariane Ascaride su tutti) che rendono Marsiglia il pianerottolo di casa propria.

Altra proposta, questa volta a Modena nella sala Truffaut. Dal 25 al 28 dicembre tre spettacoli giornalieri per Il primo bacio (Les beaux gosses), diretto dal francese Riad Sattouf che è stato disegnatore prima ancora che sceneggiatore e regista cinematografico. Il film, che ha partecipato alla Quinzaine des Realisateurs di Cannes 2009, propone una versione alla francese del classico duo nerd di liceali di fronte alla goffaggine con le ragazze, al sesso (degli altri) e ai compagnucci più scafati.

Alla Cineteca Comunale di Rimini dal 25 al 28 dicembre (27 chiuso) viene riproposto come spettacolo unico serale (ore 21) Scialla! di Francesco Bruni, lo sceneggiatore di Virzì che si è dato alla regia per un duetto padre (Fabrizio Bentivoglio) e figlio che non ha nulla a che vedere con le gag infime de I soliti idioti.

Infine per pochi giorni ancora, almeno fino a venerdì 30 in quattro sale (Rialto a Bologna, Santo Spirito a Ferrara, Perla a Reggio Emilia, Gulliver a Ravenna) il più bel film dell’anno: Miracolo a le Havre. Quando il re incontrastato del surrealismo Aki Kaurismaki incontra la sporca e cruda realtà e, per non fare un torto a nessuno, la butta in favola. Imperdibile.

d.t.