Un giovane nordafricano di 28 anni, grazie all’aiuto di alcuni amici, è riuscito a scappare dall’ospedale Sant’Orsola, dov’era stato ricoverato dopo aver ingoiato una lametta al Cie di Bologna. Venerdì scorso aveva già provato a fuggire, scagliandosi contro i due agenti che lo sorvegliavano. E ieri pomeriggio è riuscito nel suo intento.

Il gruppetto di amici, composto anche da due donne, ha strattonato i poliziotti e ha permesso all’amico di allontanarsi. Ora sono stati tutti denunciati per violenza a pubblico ufficiale. Il protagonista della fuga è un tunisino. Il giovane ventottenne aveva ingoiato una lametta quando si trovava al Cie e per questo era stato ricoverato all’ospedale Sant’Orsola, piantonato da due poliziotti delle volanti.

Alle 18 di ieri sera il gruppo di amici connazionali si è presentato in Ospedale per fargli visita, ma il loro intento era diverso. Il gruppo ha, infatti, aggredito i due poliziotti, che dopo essersi divincolati hanno seguito lungo le scale il giovane tunisino, il quale però è riuscito a far perdere le proprie tracce, così come il gruppetto di amici.

Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha dichiarato che si tratta di un “fatto assai grave, che verrà perseguito con la massima determinazione”. Le indagini per rintracciare il tunisino e identificare i suoi complici sono condotte dalla squadra mobile di Bologna. Intanto i due agenti delle volanti sono stati medicati al pronto soccorso per i traumi subiti nella colluttazione.

Per adesso è stato identificato un solo componente del gruppo. Una giovane tunisina di vent’anni, compagna dell’uomo ricoverato. La ragazza è stata denunciata in concorso con gli altri connazionali ancora ignoti per violenza a pubblico ufficiale.

Il protagonista della fuga aveva già provato a scappare dall’ospedale. Venerdì scorso, infatti, poco prima di mezzanotte aveva chiesto di essere accompagnato in bagno. Il giovane aveva in mano un oggetto, che i custodi gli avevano chiesto di mostrare. Ma alla richiesta il tunisino si sarebbe strappato la flebo che aveva al braccio, scagliandosi contro di loro e dando testate alla porta.

Dopo essere stato bloccato ed arrestato per danneggiamento, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, ha poi acconsentito a farsi operare per rimuovere la lametta. E ieri, proprio nell’orario delle visite, è riuscito nel suo intento di allontanarsi dall’ospedale, grazie questa volta all’aiuto di alcuni connazionali ancora da identificare. Intanto dopo l’identificazione di una donna, che faceva parte del gruppetto, la squadra mobile di Bologna sta continuando le ricerche.