Come la storia insegna, sono quasi sempre le giovani generazioni – e in ambito culturale i giovani poeti, scrittori, musicisti, pittori ecc. – che si “armano” di buona volontà per salvare il salvabile e riportare la società sulla giusta direzione, per riprendere quel percorso di evoluzione umana (civile, etica e morale) e culturale e artistica. In un’Italia dove c’è una generazione esclusa dai diritti e dal benessere, quella dei giovani, che molto spesso vive sulle spalle delle famiglie (quand’è possibile), e sulla quale si sta scaricando tutto il peso della crisi, è auspicabile che la scossa parta proprio da qui. C’è sempre un momento nella storia in cui, dinanzi a vere e proprie trasformazioni, la difesa della propria cultura significa che tutto ciò che è accaduto non è stato vano, che il tormento, la gioia, l’odio, l’amore folle e smisurato per affermare la realtà di una passione continua a vivere e ad avere un senso. Quel momento è arrivato: è oggi e parte proprio dalla musica. Non è una rivoluzione, ma un piccolo passo che conduce verso un cambiamento, questo sì. Può esserlo. Inevitabile, dunque, che mi facessi coinvolgere dall’iniziativa.

Giovani artisti precari, musicisti indignati, lavoratori allo sbando e non solo perché derubati del proprio futuro nell’Italia di questi decenni bui, dove si è completamente disimparato a riconoscere e coltivare sia la bellezza sia la verità, di cui la musica, il cinema e l’arte in generale sono il naturale riflesso, si sono organizzati dando vita a uno degli eventi più seguiti nella stagione live romana: Heroes promosso, tra gli altri, da una delle band romane che si stanno affermando sia nel panorama italiano che europeo, i Luminal.

L’evento, che si svolge presso il locale Le Mura, a San Lorenzo in Roma, dietro lo slogan “Roma come New York”, non è solamente una serata, ma un modo di ripensare il rapporto dei musicisti fra di loro, dei musicisti con la musica, dei musicisti con il pubblico. È un grido, un tentativo di creare una scena nella Capitale, la voglia di fare qualcosa di importante, che rimanga nel tempo!

Sul sito di Heroes trovate il manifesto in cui si afferma la voglia di cambiare, di prendere una direzione ben precisa che dà un taglio netto col passato. “In un’Italia diventata paese di rapaci e di guitti, che da un lato speculano e dall’altro si degradano a tutti i livelli esprimendo gusti beceri, oltre che ambizioni squallide, concerti a due, tre o cinque euro di biglietto vengono disertati da una massa di indifferenti (purtroppo anche votanti) pronti a pagarne 30 per andare in discoteca a vedere il “tronista” del momento o l’ultimo dei beoti del “Grande fratello”, o pronti a restare a casa, solitari davanti a uno schermo, a lamentarsi e non fare nulla.

Ma questo si è sempre verificato, è difficile far evolvere il gusto di una nazione… soprattutto se la nazione è l’Italia. L’involuzione più sconfortante, però, si è gradualmente verificata anche all’interno di quel circuito musicale indipendente che da sempre si sottrae alle logiche di massa per introdurre nuovi linguaggi e nuovi mercati che all’estero spesso diventano le premesse di un’evoluzione concreta. In Italia purtroppo da tempo non è più così. Senza voler entrare in polemiche di dettaglio, possiamo dire che in generale l’underground ‘rilevante’, quello cioè spalleggiato dalla stampa di settore e dai principali organi di promozione, booking e quant’altro, è ormai dominato dai figli spirituali dei signori in doppiopetto che hanno contribuito a rendere l’Italia quella che è, pullula cioè di rampolli pieni di soldi, contatti e opportunità che si alzano una mattina, decidono di incidere una pernacchia e non fanno fatica a presentarla una settimana dopo in versione ‘deluxe’ negli stessi contesti che altri devono sudarsi per anni. E non importa se si tratta di prodotti spesso definiti non particolarmente apprezzabili persino da chi li mette in circolazione… tanto si fa sempre in tempo, con la collaborazione dei canali giusti, a lanciare una moda in base alla quale il degrado del gusto può diventare persino una specie di tendenza”.

Heroes è nato per legare gli artisti indipendenti che si sentono traditi o non rappresentati da un Paese in pieno sfacelo e dominato a tutti i livelli dall’arroganza di casta, che amano la musica e l’arte con religiosa venerazione, che hanno salito tutti i gradini della gavetta sudando il doppio dei loro colleghi europei, che hanno imparato a fare tutto da soli, che hanno alle spalle sacrifici inimmaginabili, che mangiano il tonno del discount, che a volte guidano per ore per suonare in un locale e poi tornare indietro e che hanno finalmente deciso di unirsi per la propria sopravvivenza, invece di continuare a lottare, soli e isolati, in un Paese che è il fanalino di coda d’Europa anche per quanto riguarda il loro settore.

Così abbiamo deciso di fare quello che hanno fatto tutti i movimenti alternativi fino ad oggi, dal punk alla nascita delle etichette indipendenti. Facciamo da soli, solamente con le nostre forze, perché le logiche degli altri non ci rappresentano. Do it yourself. Noi facciamo e diamo, non chiediamo. Ci siamo stancati perché tutti vogliono qualcosa e nessuno fa nulla. Cerchiamo band con contenuti, che esprimano cose di cui nessuno ha più la forza di parlare, che abbiano la forza e la volontà di voler cambiare le cose”.

Il blog di Heroes è un luogo d’incontro, dove si può scoprire nuova musica (qui trovate il calendario con tutti i concerti in programma) e le nuove tendenze della Capitale, ma naturalmente è aperto a tutte le band e a tutti coloro che vorranno entrarvi a far parte. L’unico limite “sarà la nostra capacità di fare e la nostra capacità di restare attaccati a queste premesse, e a questo modo di essere”. Vive le Rock!