Il passaggio di consegne tra Berlusconi e Monti

“Noi come Pdl dobbiamo essere consultati prima dei provvedimenti altrimenti non ci staremo” parola di Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento alla cena dei senatori del Pdl. Un concetto chiaro, quasi un avvertimento quello dell’ex premier, che nell’incontro avuto oggi con Mario Monti ha ribadito la questione. “Questa volta con la manovra è andata così – ha spiegato il Cavaliere – e per questioni di urgenza l’abbiamo approvata ma a Monti ho detto che è la prima e l’ultima volta. Siamo sempre il sostegno più importante di questa maggioranza e il governo dovrà relazionarsi con noi prima di portare qualsiasi provvedimento in Parlamento”.

Sul futuro dell’esecutivo, poi, Berlusconi ha fornito una lettura tutta in chiave elettorale. “Le elezioni sono possibili se il governo continua con questa imposizione fiscale e se la posizione della sinistra e i sindacati continua sulla linea della rigidità – ha detto Berlusconi -. Noi lo faremo capire e si potrebbe andare alle elezioni, siamo noi gli arbitri di questa situazione”. Se si dovesse tornare alle urne, poi il Cavaliere vede due possibili strade da seguire: “La prima è che c’è un accordo con l’Udc, con cui vinceremo sicuramente ed è per questo che dobbiamo avviare una trattativa che porti a stringere un’alleanza; l’altra è che se i sondaggi ci dicessero che possiamo vincere anche da soli, non faremmo alleanze con nessuno”.

Nessun accenno all’articolo 18. Neanche delle frequenze televisive, “argomento nemmeno sfiorato”. Il pranzo durato due ore tra Silvio Berlusconi e Mario Monti ha avuto come argomento lil rilancio dell’economia e la nascita di una cabina di regia per un maggior coordinamento tra Governo e forze politiche. A rivelarlo è l’ex premier, al termine dell’incontro con gli eurodeputati del Pdl.  “Credo sia importante che il Governo possa approfondire i temi con i segretari dei partiti ma anche con i capigruppo in Parlamento”, ha detto il Cavaliere.

“Con Monti abbiamo parlato della necessità di riformare l’architettura istituzionale, perché non è possibile che un governo possa essere efficace senza avere i mezzi per esserlo. Il premier non ha poteri, può solo suggerire. Così non si può andare avanti”. Il Cavaliere ha espresso un auspicio: “Mi auguro che il sostegno al governo Monti con la primitiva maggioranza e opposizione possa essere utilizzato per fare le riforme istituzionali e cambiare l’architettura dello Stato, questo sarebbe un bene per il Paese”. Il Cavaliere non ha dubbi: “Dobbiamo approfittare di questo periodo per fare le riforme”.

“Con Mario Monti abbiamo parlato degli inconvenienti che questo limite a mille euro può portare in certi settori, come quello degli antiquari, della moda di lusso, della gioielleria. C’è da mettere da una parte l’esigenza di combattere l’evasione, ma dall’altra c’è il timore che si possano ridurre i consumi”, ha aggiunto l’ex premier. Mentre di riforma della legge elettorale non ne hanno parlato. Tuttavia, Berlusconi ritiene che nonostante “l’attuale legge sia buona, deve essere assolutamente cambiata per quanto riguarda il premio di maggioranza in Senato, che non deve essere attribuito regionalmente ma a livello nazionale”. Inoltre, per Berlusconi “c’è una grande voglia degli elettori di poter indicare il proprio eletto, magari per una quota percentuale”.

Tornando all’incontro con Monti, Berlusconi lo ha definito “cordiale, abbiamo guardato al futuro, a ciò che si deve fare soprattutto per quanto riguarda la crescita, il rilancio dell’economia e lo sviluppo”, ha aggiunto Berlusconi. “Abbiamo parlato – spiega il Cavaliere – un po’ dei provvedimenti che sarebbe utile assumere per rilanciare l’economia. Tra questi c’è in assoluto il tema del lavoro. Poi – conclude – vedremo nei particolari, ma il tema del lavoro è un capitolo importante su cui questo Governo dovrà esercitarsi”.