Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani

Il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani prende posizione sull’articolo 18 e si schiera con i sindacati, che sono da tre giorni in aperta polemica con il governo. Il prossimo anno, sostiene Bersani, “non sarà semplice e bisogna mettere al centro le condizioni reali delle persone, l’occupazione, il lavoro, i redditi”. Per questo “è roba da matti” pensare di toccare l’articolo 18 e le norme sui licenziamenti mentre la priorità è favorire le assunzioni. “Il governo lo deve capire, lo capirà, altrimenti…”. Una frase interrotta che lascia pensare a un ultimatum al governo, anche se lo stesso segretario si affretta poi a precisare che l’appoggio a Monti non è in discussione. Il tema della riforma dello statuto dei lavoratori non è solo motivo di tensione tra Cgil, Cisl, Uil e il ministro del Lavoro Elsa Fornero, ma è anche molto dibattuto all’interno del partito stesso: domenica il giuslavorista e senatore democratico Pietro Ichino, in un’intervista al Fatto Quotidiano, ha aperto alla proposta di Monti e ha invitato il partito a riflettere e a prendere una posizione nel segno della flessibilità.

Il discorso di Bersani parte dalle previsioni economiche per i prossimi mesi: “Avremo un anno di recessione, ormai è chiaro e partiamo da livelli già bassi di occupazioni e redditi. Bisogna focalizzarsi sulla grande questione sociale. L’Italia non si salva senza cambiamento e coesione. Il paese – ha affermato – non si salva senza cambiamento e coesione, ci vogliono tutte e due le cose, pensare di salvarlo con una sola non va bene”. E coesione significa “orecchie a terra agli interlocutori sociali”. Sulla questione sociale il Pd, assicura Bersani, “riuscirà a dare qualche buon riferimento al governo. L’asset del Pd è lavoro e redditi”.

Le critiche e gli avvertimenti all’esecutivo devono far pensare a una presa di distanze rispetto all’appoggio assicurato un mese fa a Monti? Il segretario dice che non è così. “Abbiamo fatto una scelta, quella di sostenere il governo, che è stata capita” e l’impegno del Pd dovrà essere quello di continuare a farlo. “Siamo in una fase del tutto nuova, con un ruolo rilevantissimo del Parlamento e dobbiamo creare un meccanismo di contatto con la nostra gente per spiegare quello che stiamo facendo. Dovremo far capire le scelte che di volta in volta si presenteranno. Approveremo provvedimenti che magari non condividiamo al 100 per 100 e dovremo dirlo così, dovremo dire quello che ci piace, quello che non ci piace e come lo avremmo fatto noi”.