Anita Ekberg chiama e la fondazione Federico Fellini, per ora, non risponde. Capita in tempi di crisi economica che la storica protagonista svedese de La dolce vita (1960), settantanove anni e una situazione di grave indigenza, chieda aiuto a coloro che operano nel nome del suo mentore cinematografico, Federico Fellini.

La Ekberg, che risiede in un nosocomio di Nemi (Roma), è affetta dai postumi di una frattura al femore che l’ha portata, negli ultimi mesi, a non poter più camminare e a non essere più autosufficiente. “Chiediamo alla Fondazione di voler condividere con altri benefattori la possibilità, anche modesta, di aiutare una brava attrice, veramente meritevole di ogni bene”, scrive il commercialista romano Massimo Morais, nominato dal Tribunale di Velletri amministratore di sostegno della Ekberg, “un piccolo presente è sempre un grande dono”.

L’accorato appello, però, non è stato immediatamente accolto dalla Fondazione Fellini di Rimini che, a sua volta, sta vivendo un periodo di crisi altrettanto nero, tanto che in questo momento è chiusa fino al 2012 per transizione societaria.

Problemi non facilmente gestibili dalla fondazione diretta oggi dal docente universitario Paolo Fabbri, e con presidente Pier Luigi Celli, nata nel 1995 per espressa volontà di Maddalena Fellini, sorella del regista scomparso, e del Comune di Rimini.

Il loro primo anno di gestione è stato, infatti, tutto un appianare di debiti per poi ricostruire dalle fondamenta una nuova fondazione. Nel 2010 l’ente privato aveva accumulato un saldo in negativo di oltre 600mila euro, lentamente estinto per poi ritrovarsi oggi con un conto in attivo di poche migliaia di euro e il licenziamento dei tre unici dipendenti di cui la fondazione disponeva.

E’ così piuttosto improbabile che la fatale Anitona felliniana possa beneficiare di qualche lascito riminese. Lei che già aveva dichiarato che non le era sufficiente la pensione ottenuta tramite la legge Bacchelli (“la solitudine è peggio della povertà”, aveva dichiarato al Corriere della Sera pochi mesi fa), si ritrova ancora alla ricerca di qualche insperato benefattore.

Il Maestro riminese aveva diretto la Ekberg non soltanto ritraendola, tutta luccichii e chiaroscuri, sotto la fontana di Trevi assieme a Mastroianni nel celebre film del 1960, ma anche ne I clown (1970) e ne L’intervista (1987).