Un mese abbondante senza Berlusconi, e non siamo neppure felici. Un mese che non si parla di orgette da occultare, processi da procrastinare, intercettazioni da vietare… E non ci è ancora partita neppure una bottarella di buon umore. Gli orfani del nano sovrano, ridacchiano delle nostre tribolazioni, pur non sbilanciandosi a difendere Lui, il Grande Deposto. Uno di loro mi ha detto: “Visto che non era colpa sua lo spread? se no, morto lui, sarebbe sceso sul serio”.

L’unidentified flying object (Ufo) che allude alla nostra debolezza nei confronti del bund tedesco, assume le sembianze di un ostinato palloncino che continua a volare sulle macerie del campo giochi, nonostante le braccia tese e i volonterosi saltelli della prima fila, quella degli sgobboni. Dalla padella nella brace, dicono gli ex sostenitori dell’Insostenibile: dal tempo dei gaudenti autorizzati, all’era dell’austerità e del castigo. Non sarebbe meglio che raccontasse barzellette anche Monti, che corteggiasse una nipote della Merkel, che si mettesse i tacchi, che si tingesse il crine, che godesse della sua dismisura, invece di rifilarci, serio serio, tasse da orbi?

Magari avesse, anche il Professore, un elettorato di egoisti da conquistare! Oggi non avremmo l’Imu sulla prima casa”. Ma domani, probabilmente, neanche la casa.

Il Fatto Quotidiano, 16 dicembre 2011