E’ stato arrestato all’interno del suo ufficio, con l’accusa di aver chiesto 3500 euro per velocizzare una pratica di regolarizzazione. La vicenda coinvolge un ispettore capo dell’ufficio immigrazione del commissariato di polizia di Busto Arsizio (Varese), che avrebbe promesso a una donna ivoriana di sveltire e facilitare le pratiche per il rilascio del suo permesso di soggiorno.

A finire nei guai è un poliziotto con una carriera di 25 anni alle spalle. Il 14 dicembre l’uomo è stato colto in flagrante dai suoi colleghi della squadra mobile di Varese, proprio mentre stava intascando la somma di 500 euro, presumibilmente una tranche del pagamento richiesto. E’ stato arrestato all’interno del suo ufficio con l’accusa di concussione a seguito di una lunga attività di indagine coordinata dalla procura della repubblica di Busto Arsizio.

Nei giorni scorsi la donna ha deciso di denunciare l’accaduto alla polizia. Stando ai racconti della vittima la somma totale richiesta dal poliziotto ammonterebbe, appunto, a 3500 euro. La stessa donna ha anche riferito di aver già versato altri soldi all’ispettore, 700 euro, pagati in una precedente occasione.

Secondo quanto emerso dagli elementi raccolti dagli inquirenti, pare che il poliziotto abbia convinto la donna a pagare la mazzetta ventilando l’esistenza di problemi nel disbrigo delle pratiche che la riguardavano, facendole poi capire che ungendo i giusti meccanismi lui sarebbe stato in grado di aiutarla, che quindi sarebbe stato possibile aggirare le lungaggini e superare le impasse burocratiche del sistema.

Sembra che al momento dell’arresto l’ispettore abbia tentato di negare l’evidenza (aveva effettivamente la somma di 500 euro in tasca), sostenendo che si era trattato di un grande abbaglio. Le sue scuse non hanno retto, gli uomini della mobile lo stavano infatti osservando da tempo e, stando al racconto fornito dalla questura di Varese, stavano solo aspettando il momento opportuno per mettere fine al gioco pericoloso di cui è sospettato l’ispettore.

Il sostituto procuratore di turno della procura di Busto Arsizio, Francesca Parola, ne ha disposto l’arresto immediato. In una nota diramata dalla questura di Varese si spiega che sono in corso “ulteriori indagini per verificare se lo stesso dipendente abbia commesso ulteriori condotte illecite”. Il capo della squadra Mobile, Sebastiano Bartolotta, ha anche annunciato che a breve potrebbero esserci sviluppi con l’accertamento di altri casi.