L’inchiesta della procura di Bologna sul Civis, il tram su gomma a guida ottica da 140 milioni mai realizzato, si avvia verso la conclusione. È di ieri infatti la notizia della notifica degli avvisi di fine indagine per le 11 persone coinvolte, che preludono la richiesta di rinvio a giudizio. Ma dalle carte emerge un nuovo quadro, descritto dagli inquirenti, tra presunti corrotti, corruttori e ipotetiche mazzette.

L’impostazione della procura in gran parte è rimasta immutata rispetto alle ipotesi di accusa emerse nei mesi scorsi. Ma ci sono alcune novità sui soldi che, a detta degli inquirenti, sono stati versati a Maurizio Agostini, ex direttore di Atc, e all’ex consigliere Paolo Vestrucci, da Fiat e dal Ccc in cambio delle loro firme a favore del progetto di Irisbus: il Civis. Inoltre tra gli imputati ci sono anche due società per responsabilità amministrativa, prevista da un decreto legislativo del 2001: Irisbus e Ccc, ai rappresentanti legali delle quali sono stati notificati gli avvisi di fine indagine.

L’inchiesta ruota intorno all’accusa di corruzione. Dalle indagini, condotte dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal pm Antonello Gustapane, emerge che il Comune di Bologna e Atc si sono fatti corrompere da Irisbus e dal Ccc di Collina per assegnare all’Ati (capeggiata dalla stessa Irisbus e da Ccc) l’enorme appalto del Civis. L’accusa quindi è di corruzione per l’ex sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca, per Agostini, Vestrucci, Claudio Comani, consigliere Atc, e per i due ex legali rappresentanti di Irisbus Vincenzo Lasalvia e Giuseppe Amaturo. Il reato di frode in pubbliche forniture è invece ipotizzato nei confronti di quattro ex legali rappresentanti di Irisbus e Ccc: Lasalvia, Giuseppe Amaturo, Salvatore Martelli e Pierre Fleck, Collina e due direttori dei lavori dell’Ati, Marco Sabene e Pierluigi Lucchini.

Dalle nuove carte emergono altre “mazzette” versate sia all’ex presidente di Atc, Maurizio Agostini e all’ex consigliere Paolo Vestrucci. A quest’ultimo i pm contestano di essere stato coinvolto da Piero Collina, del Ccc, nel progetto per la realizzazione della nuova sede del Comune in piazza Liber Paradisus, in cambio dei suoi favori all’Ati, di cui il Consorzio Cooperative Costruzioni, fa parte. Gli inquirenti, tramite il nucleo di Polizia Tributaria, ricostruiscono un giro di soldi macchinoso. La Newco Duc Bologna spa, costituita nel 2004, di cui fa parte anche la Ccc di Collina, assegnataria dell’appalto per la sede del Comune, avrebbe versato 799,415 euro dal 1 marzo 2005 all’1 aprile 2008 alla Nier Ingegneria spa, società della quale Vestrucci era socio di maggioranza e amministratore delegato. Il tutto grazie all’accordo che Ccc aveva stipulato in nome della Newco Duc con il gruppo di progettazione di cui faceva parte anche Nier Ingegneria. Oltre ai quasi 800 mila euro, la procura contesta altri 53,915 euro liquidati direttamente da Collina, in quanto legale rappresentante Ccc, a Nier Ingegneria spa nell’agosto 2004. Infine, i pm contestano 19 mila euro, che il 31 gennaio 2005 Collina, sempre come legale rappresentante Ccc, avrebbe versato alla Nier come compenso per lo studio di fattibilità per la trasformazione in autostrada della superstrada Ferrara sud-Porto Garibaldi.

Maurizio Agostini, invece, avrebbe ricevuto secondo i pm due “mazzette”. Una da 14 mila euro, somma versata da Giuseppe Amaturo, ex legale rappresentante di Irisbus, in forza di un accordo concluso nel gennaio 2005, come sponsorizzazione di un master, versata alla Clickutility srl, società amministrata di fatto da Agostini tramite la fiduciaria Sifir srl. E una seconda mazzetta da 64,512 euro, versati dal giugno 2003 al settembre 2005, dal Centro ricerche Fiat a Tbridge spa (ex Clickmobility spa) a Link srl, società amministrata di fatto da Agostini tramite la fiduciaria Afir srl, il tutto in forza di due contratti intercorrenti fra queste società.

Come già emerso dalle cronache precedenti, Claudio Comani si sarebbe fatto corrompere con 315,468 euro per un accordo, formalizzato nel febbraio 2005, tra una società per gli inquirenti riconducibile all’ex membro del Cda di Atc Claudio Comani, la T.E.SI srl, e Ccc. Un accordo per una prestazione professionale per progettazione e direzione dei lavori del cantiere per un immobile in via Marco Emilio Lepido. Un’attività per cui la società ricevette, dal 2004 al 2007, quei 315 mila euro. Un progetto rilevato da Ccc da Coopcostruzioni, che a sua volta l’aveva rilevato da un’altra proprietà che però aveva aperto il rapporto con la società riconducibile a Comani già dal 2002.

Infine, l’accusa nei confronti dell’ex sindaco Giorgio Guazzaloca è nota da tempo. Il politico avrebbe violato, secondo gli inquirenti, diverse norme affinché la cordata Irisbus-Ccc ottenesse l’appalto per la realizzazione del tram su gomma, e in cambio avrebbe ricevuto la presidenza del cda di Leasys spa, società che si occupa di noleggio di flotte aziendali, partecipata al 48% da Enel FM spa e dal 52% da Fidis Servizi Finanziari spa, partecipata a sua volta al 100% da Fiat Auto spa.

Intanto la posizione dei titolari della concessionaria Fiat, Maresca & Fiorentino e di Enrico Biscaglia, ex dirigente comunale, indagati nell’inchiesta della procura di Bologna, è stata stralciata e le indagini proseguono.

Un’altra novità, poi, riguarda l’imputazione di due società per responsabilità amministrativa, prevista da un decreto legislativo del 2001. Si tratta di Irisbus e Ccc, ai rappresentanti legali delle quali sono stati notificati gli avvisi di fine indagine. Infatti, quando i fatti sono commessi a vantaggio e nell’interesse dell’ente sarà quest’ultimo a rispondere, con una sanzione pecuniaria. Sono quindi indagate anche le due società per aver commesso gli atti al fine di ottenere e poi mantenere l’appalto per la realizzazione del Civis.