Ore 3,27. Un mio parente, scivolando, si è forse rotto un femore. E io, fuori dal pronto soccorso, aspetto notizie.

Per strada fa freddo, un meno 3 che ha portato, nel caldo androne, povera gente, migranti e non, ad accaparrassi le fisse e fesse sedie della sala di attesa. Mi chiedo come sia possibile sedersi lì sopra e addirittura addormentarsi. La seduta è decisamene scomoda. Usarne 4 o 5 come branda è impossibile, ma non, evidentemente, per i cinque uomini che vi si sono sprofondati in un sonno che, a spiarli, mi sembra appagante, al pari del sonno dei due che hanno scelto il pavimento. Sì, se io fossi uno di loro non avrei dubbi: sceglierei il duro ma lineare pavimento. Dormono senza movimenti, respirano silenziosamente.

È forse il caldo del rumoroso condizionatore a fasciarli di un tepore assopente, non certamente “la fantasia al potere” che, con una minima spesa, potrebbe trovare per tutti loro una più comoda soluzione. Una donna gioca con un piccolo videogioco da bambini e macina punti dopo punti con una maestria che ne svela la giovane età, nonostante il tempo e qualche altra vicenda della vita non le siano stati amici. Si diverte e sorride all’ennesima vittoria. Una seconda giovane non stacca gli occhi da un giornalino che riporta decine di offerte di lavoro.

Due schermi piatti e grandi rimandano immagini mute di Rai News. Nessuno ovviamente le guarda. Appaiono così, sul video, anziani in decorosissime case, mentre nella sottostante barra appaiono i comunicati: BossidichiaracheSilviostaconicomunistiborseeuropeeincalo…

So che non dormirò subito, anche perché oggi per me è giorno di mercato e, avute le notizie dai medici, lascerò riposare l’anziano parente cullato dagli antidolorifici. Altri andranno a trovarlo di prima mattina. Io arriverò così fra i banchi dei contadini con un’ora di anticipo e poi passerò sul mio luogo di lavoro per lasciare ad altri il da farsi con le merci acquistate. Andrò a riposare per qualche ora. Ma prima di dormire, quanto è vero Iddio, mi farò un riso cacio e olio, così, tanto per sentirmi fortunato e chiudere per qualche ora gli occhi, con una rassicurante calda carezza, cucchiaio dopo cucchiaio. Buona giornata a tutti.