Il percorso accidentato della manovra si arricchisce di nuovi intoppi e nuove aperture. Dopo la rottura con i sindacati, e mentre prosegue la polemica sui costi della politica, slitta a mercoledì l’arrivo del testo alla Camera con conseguente ritardo a sabato del voto dell’aula. I presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio, Giancarlo Giorgetti e Gianfranco Conte, impegnati nell’esame del provvedimento, chiedono infatti un giorno in più per esaminare il testo (che doveva essere licenziato entro oggi). Nel frattempo il ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, ha raggiunto Palazzo Chigi, dove fin dal mattino è presente il premier Mario Monti.

Fumata grigia, intanto, su alcuni degli emendamenti più attesi. A cominciare dalle pensioni, su cui la trattativa continua. Le risorse per correggere le norme della manovra sull’Imu-Ici sulla prima casa e sull’indicizzazione degli assegni previdenziali ”sono ancora del tutto insufficienti”. ha detto il relatore del Pd Pier Paolo Baretta, al termine dei lavori di ieri sera delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Baretta insiste che “le coperture possono essere trovate dai capitali scudati e dall’asta frequenze tv”. Una apertura a distanza sul tema è arrivata questo pomeriggio dal ministro del Welfare Elsa Fornero: le modifiche alla manovra che riguardano l’indicizzazione delle pensioni “stanno arrivando”. “Ogni cosa a suo tempo – ha aggiunto Fornero – e il tempo sta scadendo”. Domani mattina, in ogni caso, i relatori presenteranno in commissione gli emendamenti. Un intervento considerato indispensabile anche dal leader Udc Pier Ferdinando Casini: “E’ indispensabile” un intervento sulla manovra per “aiutare i pensionati al minimo”.

Quanto questo spiraglio si aprirà si capirà nel pomeriggio di domani, quando anche il presidente del Consiglio parteciperà ai lavori delle commissioni. Lo stesso Monti, nel pomeriggio, è tornato a parlare – anche se indirettamente – del tema manovra, al termine di un incontro con il premier danese Thorning Schmidt. “L’Italia è impegnata in una riforma strutturale della propria economia – ha detto Monti – per far ripartire la crescita in un contesto di equità sociale. Ho espresso l’interesse italiano per le esperienze danesi nel mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. E su questi avremo presto scambio di informazioni”. Sul tasto della coesione e dell’equità, del resto, hanno battuto in molti. Dal presidente del Senato Schifani a quello della Camera Gianfranco Fini, che ha usato la metafora dell’orchestra “in cui tutti si ascoltano e si coordinano”. E sulla manovra si è espressa anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: “La manovra non va stravolta, va fatta nel più breve tempo possibile a saldi invariati, deve mantenere il carattere strutturale. Ci rendiamo conto che questo porta molti sacrifici – ha aggiunto – però purtroppo la situazione per l’Italia non è buona, sta peggiorando perché dall’Europa non sono arrivate le risposte che aspettavamo”.

BEAUTY CONTEST

E un sottile spiraglio è arrivato anche sul famigerato beauty contest. “Lo stiamo affrontando”. Il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera risponde così, lapidario, alla domanda se il governo stia discutendo il problema della vendita delle frequenze tv con l’obiettivo di fare cassa. Con quali tempi?, chiedono i giornalisti a Bruxelles. “Con i tempi giusti”, replica.

PENSIONI CASH

Sembra tramontare nel frattempo anche l’ipotesi di raddoppiare la soglia cash per gli stipendi e per le pensioni. Gli emendamenti alla manovra presentati in commissione Bilancio dai relatori non modificano quindi il testo della manovra licenziata dal governo nella quale è previsto che i pagamenti sopra i 500 euro della Pubblica amministrazione saranno erogati con strumenti elettronici bancari o postali. L’emendamento dei relatori prevede invece l’estensione della tipologia di pagamento, saranno infatti comprese anche altre carte elettroniche istituzionali inclusa la tessera sanitaria. Nell’emendamento è inoltre prevista la riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti per le transazioni effettuate con carte di pagamento.

LIBERALIZZAZIONI

Battuta d’arresto anche per le liberalizzazioni. Un emendamento dei relatori modifica l’articolo 34 della manovra. Verranno abrogate, ma solo dal 31 dicembre 2012, le seguenti restrizioni: divieto di esercizio di una attività economica al di fuori di una certa area geografica e l’abilitazione ad esercitarla solo all’interno di una determinata area (ad esempio i taxi); l’imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all’esercizio di una attività economica; il divieto di esercizio di una attività economica in più sedi; la limitazione dell’esercizio di una attività economica ad alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti; la limitazione dell’esercizio di una attività economica attraverso l’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore; l’imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni e servizi; l’obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all’attività svolta.

EDITORIA

E’ prevista invece per mercoledì pomeriggio in commissione Cultura l’audizione del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria, Carlo Malinconico. Ma anche sull’emendamento che dovrebbe ricalibrare i tagli al finanziamento pubblico ai giornali è ancora scontro. Ieri sera è mancato l’accordo sul testo e ora parecchie testate rischiano davvero. “In un territorio cimiteriale, quale è quello che si prospetta per le cento testate toccate dai tagli – dice il Pd Vincenzo Vita, membro della commissione di Vigilanza Rai –  si rischia di assistere a un colpo ferale al pluralismo dell’informazione”.

LSU, MANAGER, EQUITALIA

Saranno rifinanziati, al contrario, i fondi per i lavoratori socialmente utili per Napoli e Palermo e arriva un tetto ai compensi dei manager delle società pubbliche non quotate. Lo prevede un emendamento dei relatori. Con un decreto del Tesoro, si legge, sarà individuato “il compenso massimo al quale i Consigli di amministrazione” delle società non quotate e direttamente controllate dal ministero dell’Economia “dovranno fare riferimento” secondo criteri oggettivi e trasparenti per la determinazione degli emolumenti. Boccata d’ossigeno anche per le imprese in difficoltà economica: le aziende che sono in ritardo nel pagamento delle cartelle ad Equitalia, potranno ottenere una ulteriore proroga di 72 mesi.