Striscia l’ansia fra i cittadini. Lo spread, che sale e scende, ma è sempre sopra i livelli di guardia, preoccupa più del tasso di colesterolo nel sangue, più dei trigliceridi. Entri in un negozio di generi voluttuari e vieni assalito da un nugolo di commessi famelici. È caccia all’acquirente “euro dotato”. La folla assiepata davanti alle vetrine, a contemplare i prezzi, verrà dispersa a colpi di sfollagente.

Natale sul Golgota, sarà il prossimo cinepanettone, al posto del calendario d’Avvento, la Via Crucis. E non si parla di Resurrezione. Consapevole di questo stravolgimento delle sacre celebrazioni, la Chiesa non osa difendere il suo patrimonio immobiliare se non sommessamente. Le cliniche, i bed & breakfast, gli alberghi, i palazzi del centro affittati a iniquo canone, poiché producono reddito, a una qualche gabella dovranno sottostare, ma i luoghi di culto no. Non si paga dove si va per pregare. Quindi, d’ora in poi, si pregherà anche nei bed & breakfast e negli alberghi e nelle cliniche.

Ne consegue che, chi volesse, con un modesto investimento, “trasformare la sua casa in un tempio”, come cantava l’immortale Lucio Battisti, può inoltrare richiesta d’esenzione dall’Ici. Si registrerà, quanto meno, un incremento della spiritualità. In questa valle di lacrime e sangue.

Il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2011