“Tutte le banche italiane sono disponibili a ragionare su un conto corrente a zero spese per i pensionati al minimo e sui costi delle carte di credito alla luce delle misure del Governo, ma non sono disponibili a dare gratuitamente servizi che costano alle imprese bancarie”: parola di Giuseppe Mussari, il presidente dell’Abi, intervenendo al convegno di Federcasse.

Il numero uno dell’associazione bancaria, però, ha duramente bocciato gli stress test condotti dall’Eba: “E’ un esercizio sbagliato nel merito e nel metodo che non tiene conto delle specificità delle banche italiane, anzi le offende profondamente – ha detto Mussari – Fare riferimento ai cd per valutare la stabilità dell’emittente è come dire al lupo di badare alle pecore. E’ una evidente ingiustizia: chi scrive le regole deve esercitare l’’rte del discernimento e della conoscenza prima della tecnica”.

Secondo il presidente dell’Abi, “la tragedia è identificare tutto nel nome ‘banca’, mettendo regole identiche per chi fa un mestiere diverso. Dopo gli stress test di luglio e ottobre arriva ora questa richiesta di aumento di capitale da 15 miliardi”. In questo modo, ha sottolineato Mussari, “si mettono in grave difficoltà banche che hanno sempre acquistato titoli di Stato. Con quale serenità possono continuare a farlo, quando sanno che le regole di ieri non valgono più?”.

Il presidente dell’Abi, inoltre, si è chiesto poi “quale studio di impatto è stato fatto? Nessuno, ed è grave se pensiamo invece a quanto è stato fatto per Basilea 3. E’ singolare che l’Eba si riferisca alle analisi di un grande intermediario finanziario (Goldman Sachs) per giustificare le sue assunzioni. Ed è grave, ed è ora di dire basta, che il responsabile di un’autorità di vigilanza in un’intervista al Sole 24 Ore utilizzi un acronimo che fa riferimento ad un animale nobile come il maiale”.

Mussari, infine, ha trovato l’appoggio incondizionato anche dell’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, che intervenendo al convegno di Federcasse, si è detto “fortemente critico sull’esercizio dell’Eba, basato sul mark-to-market: il che significa pensare alla possibile non solvibilità del Paese. Un’ipotesi questa priva di qualsiasi fondamento”.