Vietato mettere in discussione il regno tv del Caimano, vietato risolvere il conflitto di interessi, se lo facesse il governo Monti: tutti a casa. Durante la presentazione della manovra, l’unica domanda a cui non è stata data una risposta è quella sul beauty contest (il concorso di bellezza per assegnare frequenze digitali gratuite): “Non abbiamo ancora esaminato il problema”, ha detto Passera nel ruolo di Pinocchio più che di ministro.

In questi giorni, dopo il ritiro di Sky dalla “competizione”, tutti i giornali, finalmente, ne hanno parlato (il Fatto Quotidiano sono mesi che denuncia lo scandalo). Perché Passera non ha ammesso pubblicamente che tutto è già stato deciso? Per rimettere in gioco la gratuità del beauty contest era sufficiente verificare ciò che La 7 contestava: l’idoneità della presenza della Rai all’asta (peraltro nel rispetto dei limiti di concentrazione previsti dalla legge). Passera è il banchiere che nel 2010 ha prestato a B. 2, 5 miliardi di euro e ha mantenuto la delega alle Comunicazioni. Quale miglior garanzia per B.?

Il ritiro di Sky poteva essere un altro motivo per il nuovo governo per rivedere le regole. La graduatoria è già stata fatta, così come il sostituto di Sky sarebbe già stato individuato. Primo lotto: Rai e Mediaset; secondo: La 7, Quinta Communication di Tarak Ben Amar e la new entry Canale Italia di Lucio Garbo, l’amico di Maurizio Gasparri che ha iniziato con Tele-serenissima (una tv regionale che copriva sì e no tre regioni del Nord-Est), oggi Canale Italia, quasi nazionale, grazie alle agevolazioni ricevute dalla legge Gasparri, diretta dal 2009 da Carlo Vetrugno, già direttore di Rete 4 e da anni nel giro Mediaset. Gasparri eroicamente al fianco dell’amico Lucio anche quando questi è stato accusato di vendere spazi tv a improbabili maghi.

Morale: Mediaset su cinque piattaforme digitali gratuite ne avrebbe una regalata direttamente e due non concorrenti: quella di Ben Amar (già distributrice di Mediaset Premium e la Fininvest detiene il 22 % dell’azioni attraverso una società lussemburghese) e quella dell’amico dell’amico. Udite, udite. Leggendo qua e là cose sul digitale terrestre si apprende che il nemico pubblico di B., la tessera numero uno del Pd l’ingegnere De Benedetti, titolare del canale 44, ne ha affittato una fetta alla nuova rete Mediaset Italia 2. Operazione coincidente con l’accordo tra l’ex governo italiano e lo Stato di San Marino per poter permettere a De Benedetti di arrivare con le sue frequenze oltre Ancona. Tv, terreno sempre minato.

Il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2011