Spaccatura tra il primo ministro inglese Cameron e il “duo” Merkel-Sarkozy: nove dei dieci Paesi fuori dall’area euro – praticamente tutti ad eccezione della Gran Bretagna – hanno annunciato l’intenzione di entrare nel nuovo “Patto di bilancio”, portando a 26 su 27 il numero totale delle adesioni. Anche Mario Monti ammette che “avrebbe preferito un accordo a 27”. Sulla questione degli eurobond ha sottolineato: “Non figurano nell’accordo, ma questo non significa che le trattative non vanno avanti. Alcuni Paesi avrebbero voluto sopprimere l’idea nella culla”, ricorda il premier. “Io mi sono battuto: è prevalsa l’idea che sarebbe incoerente, per una zona integrata che dichiara di voler fare passi verso una unione fiscale, dichiarare di non volere uno strumento utilissimo come l’emissione in comune dei titoli pubblici”. Tra le decisioni assunte dai leader europei, il fatto che i paesi dell’eurozona non potranno avere un deficit superiore allo 0,5%. Angela Merkel, che a metà gennaio andrà a Roma per un vertice a tre con Monti e Sarkozy, si dice “molto soddisfatta” per quanto stabilito durante la notte al vertice . “Abbiamo preso una decisione importante – ha detto al suo arrivo al Consiglio – Sono molto soddisfatta per le decisioni del vertice, il mondo vedrà che gli europei hanno imparato dai loro errori”.

Le piazze finanziarie del Vecchio Continente chiudono positive, dopo la maratona notturna del vertice salva-euro (leggi). All’indomani di una seduta nera, il Ftse Mib guadagna il 3,37% a 15.483 punti, ai massimi di giornata, e l’All Share il 2,95% a 16.229. Dopo il tentennamento iniziale e le nuove tensioni sullo spread all’indomani del vertice Ue, piazza Affari ha avviato la corsa, sostenuta anche dalla notizia di un fondo cinese da 300 miliardi di dollari in arrivo per sostenere Europa e Usa. Notizie positive dagli Stati Uniti, dove la fiducia dei consumatori e’ salita ai massimi da sei mesi. Sul listino volano le banche, che non hanno risentito della richiesta di nuovo capitale da parte dell’Eba emersa ieri dall’aggiornamento degli stress test: Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mps hanno registrato rialzi superiori al 7%. Brillanti i titoli del gruppo Fiat e gli altri industriali, cosi’ come gli energetici; piu’ cauti lusso e telecomunicazioni. Giù, in controtendenza, Fonsai e Diasorin. Fermo a 1,8 miliardi il controvalore giornaliero degli scambi. Molto bene, Parigi (+2,5%), Madrid (+2,2%) e Francoforte (+1,9%), mentre l’euro recuperava terreno sia sul dollaro che sullo yen. Fanalino di coda è stata invece Londra, che ha contenuto il rialzo allo 0,8% sui timori che lo strappo europeo (la Gran Bretagna è stato l’unico Paese a rifiutare l’accordo intergovernativo sui vincoli di bilancio) possa isolare e avere ripercussioni negative per il Paese.

La cronaca ora per ora

20.00 – Casa Bianca: “Da Ue, qualche progresso”. La Casa Bianca promuove i progressi nella lotta alla crisi registrati dal vertice Ue di Bruxelles ma avverte che “resta ancora lavoro da fare”. “C’e’ stato qualche progresso, il che è positivo” ha affermato il portavoce di Barack Obama, Jay Carney.

19.00 – L’export tedesco rallenta. L’export tedesco a ottobre ha subito una frenata del 3,6%, in termini reali, rispetto al mese precedente. Cifra ben più elevata delle previsioni degli esperti, che stimavano una contrazione su base sequenziale intorno all’1,3%. Calate anche le importazioni, in discesa dell’1% rispetto a settembre. Su base annuale, invece, sia export che import sono in aumento, rispettivamente del 3,8% e dell’8,6%. Sempre stamattina, la Bundesbank ha emesso le sue nuove stime di crescita, rivedendole parzialmente al ribasso: per quest’anno, la previsione resta al 3%, ma per il 2012 scende dallo 0,75% allo 0,6%.

18.58 – S&P sotto osservazione gli assicurativi. Standard &Poor’s ha messo sotto osservazione per un possibile abbassamento i rating di quindici assicuratori europei, tra i quali Generali, Unipol e Cattolica. Lo riferisce una nota dell’agenzia internazionale. La mossa è legata alla decisione di mettere sotto osservazione per un eventuale downgrade i rating dei paesi dell’eurozona. Gli altri istituti sotto Credit Watch negativo sono Allianz, Aviva, Axa, Ccr, Cnp, Ipb, Mapfre, Millenniumbcp-Ageas, Nacional, Rsa, Sava e Triglav. Standard & Poor’s ha avvertito che i rating delle compagnie potrebbero essere abbassati di uno o due gradi e che il loro destino dipenderà dalla decisione dell’agenzia sui rating sovrani di Eurolandia.

18.29 – Spread a 421 punti. Seduta in ribasso per gli spread fra Btp e Bund, che dopo la chiusura di ieri a 444 punti scendono a quota 421, con un rendimento per il nostro decennale al 6,36% contro il 6,46% di ieri. Da segnalare il ritorno sotto il 6% del Btp a due anni (al 5,96%, quello a 5 anni rende 6,66%), mentre i differenziali su queste scadenze restano alti, pari a 563 per entrambe.

17.56 – Bene i bancari. Intesa Sanpaolo cresce del 7,85%), Mps del 7,25%) e Unicredit del 7,10%, appena un passo avanti a Ubi Banca (+5,68%). Bene anche la Bpm, che la prossima settimana avvierà la vendita dell’inoptato dell’aumento di capitale: il titolo ha chiuso in rialzo del 4,70% a 0,29 euro, a un passo dal prezzo (0,3 euro) a cui verranno offerte in sottoscrizione le nuove azioni ancora disponibili.

17.30 – Piazza Affari chiude in crescita. Piazza Affari chiude la seduta sui massimi di giornata e in testa ai listini europei. Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in rialzo del 3,37% a 15.483 punti, trainato dalla galoppata dei titoli bancari.Gli acquisti più moderati si registrano invece a Londra, che ha deciso di restare fuori dal progetto di unione fiscale, dove l’Ftse 100 sale dello 0,83% a 5.529,21 punti. Il Dax di Francoforte segna +1,91% a 5.986,71 punti, il Cac 40 di Parigi si issa del 2,48% a 3.172,35 punti, l’Ibex di Madrid cresce del 2,23% a 8.649,7 punti.

17.05 – Spread a 427 punti. Lo spread Btp-Bund torna sotto i 430 punti base (427) e il rendimento del decennale italiano scende al 6,38%. Il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund si riduce a 362 punti e quello tra il 10 anni di Francia e Germania a 112 punti.

16.24 – Unicredit +6%. Recuperano terreno in Borsa i due big italiani del credito, ieri venduti insieme al comparto. Unicredit guadagna il 6,09% a 0,7925 euro, mentre Intesa Sp guadagna il 5,91% a 1,254 euro. Rimbalzano anche Bper (+3,90% a 5,855 euro), Banco Popolare (+2,41% a 0,9775 euro); Banca Mps (+2,38% a 0,2713 euro), Ubi Banca (+2,81% a 3,22 euro), Mediobanca (+0,92% a 4,606 euro). Rimbalzi per tutte le grandi banche europee: a Parigi Bnp Paribas +5,14%, Credit Agricole +4,63%, SocGen +1,2%; a Francoforte Deutsche Bank +4,28%, Commerzbank +3,20%; a Madrid Santander +2,71% a Bbva +2,40%; a Zurigo Credit Suisse +3,11%, Ubs +2,61%; ad Amsterdam Ing Groep +3,46%; a Londra Barclays +5,15%, Hsbc +0,58%, Lloyds Bg +6,18%, Standard Chartered +2,06%.

16.18 – Spread a 433 punti.

16.09 – Ftse Mib +3%. Piazza Affari accelera ancora dopo idati sulla fiducia dei consumatori Usa elaborato dall’Università del Michigan. Il Ftse Mib balza del 3%, trainato da Unicredit (+6,37%) e Intesa Sanpaolo (+6,17%).

16.05 – Monti: no decisioni su Ici e Chiesa. “Non abbiamo preso alcuna decisione sugli immobili della Chiesa in primi giorni” di Governo, dice Monti ai giornalisti.

16.00 – Monti: “Nella manovra ci sono sacrifici ma non c’è alternativa”. “Se non avessimo intrapreso questa strada, credo che la condizione della finanza pubblica italiana sarebbe molto precaria”, ha osservato il premier Monti, a cui non importa “risultare impopolare”. Il decreto legge sulla manovra è “un intervento altamente necessario e urgente”. Lo ha ricordato Mario Monti. “Per quanto riguarda gli emendamenti i ministri competenti stanno lavorando in queste ore”, ha sottolineato il premier. “I partiti stanno discutendo, non e’ ancora il momento in cui possa dire che cosa sarebbe o meno accolto. Colgo l’occasione – ha aggiunto il Professore – per sottolineare che mentre in certe manovre squisitamente finanziarie l’unica cosa che non si può toccare è il saldo, qui la cosa è più complessa e ambiziosa. Certamente i saldi non si possono toccare”, ma c’è da considerare altri fattori, osserva il premier. “C’e’ la strutturalità delle misure e una visione nostra, del governo, sulla quale il Parlamento potrebbe essere più o meno d’accordo sulla disribuzione dei carichi”.

15.47 – Piazza Affari accelera. Accelera piazza Affari dopo l’avvio positivo delle Borse Usa. Ftse Mib +2,65% e All Share +2,31%. Bene anche le altre europee: Parigi +1,9%, Francoforte +1,5%, Amsterdam +1,38%, Lisbona +1,20%, Bruxelles +1,12%.

15.40 – Nuove decisioni della Bce. Il ruolo di ‘agente’ per l’Efsf e per l’Esm della Bce “è sicuramente un fatto tecnico, non credo ci sia dietro un significato politico salvo quello che è scritto nel trattato di essere il più di aiuto possibile per la solidità dell’euro”, ha detto il premier Mario Monti ricordando come la Bce abbia preso decisioni molto significative sui flussi di finanziamento alle banche che costituiscono un altro pezzo delle misure prese “in questa settimana di scatto per l’Europa”.

15.35 – Wall Street apre in rialzo. Avvio in rialzo per il Nyse, con il Dow Jones a 12.053 punti (+0,47%).

15.33 – Monti: “Il fondo salva-Stati aveva problemi a livello operativo”. Nella situazione attuale “la Bce ha deciso ieri di essere disponibile di svolgere la funzione di agente all’interno dell’Efsf. E’ una questione tecnica e non politica affinchè ci possa essere un flusso di liquidità importante”. Monti commenta anche quella che sarà la nuova Europa (a 26 Paesi): “La Gran Bretagna tiene al mercato unico, affinché funzioni anche a beneficio dell’economia britannica. Anche i 26 paesi non vogliono la frammentazione del mercato, quindi non nutro preoccupazioni su questo tema”.

15.28 – Monti: “Prosegue il lavoro sugli Eurobond “. “L’Italia ha preso misure giudicate molto incisive. Sarebbe incoerente per una zona che vuole fare passi verso l’unione fiscale, fare a meno delle economie di scala e l’emissione di titoli di debiti pubblici”, dice che Monti che annuncia che a marzo l’Ue stilerà un rapporto dedicato alle misure fiscali dell’Unione Europea. A metà gennaio ci sarà a Roma un vertice a tre tra Monti, Merkel e Sarkozy.

15.19 – Monti: “L’Italia ha fatto la sua parte per la soluzione della crisi”. Durante la conferenza stampa di Monti al vertice Ue, Monti parla della manovra italiana che ha permesso di “dare un contributo alla crisi dell’Eurozona”. Il presidente del Consiglio ha illustrato le misure di breve e lungo periodo contenute nel decreto ‘salva-Italia’. ”L’Italia e io personalmente avremmo preferito una impostazione totalmente comunitaria con una modifica trattato che fosse a 27, questo non è stato possibile mi sono dedicato parecchio e questa notte per trovare mediazione Gb e eurozona”. Lo ha detto il premier Mario Monti al termine del vertice europeo.”Sui trattati, avrei preferito un’impostazione comunitaria a 27 paesi. Questo non è stato possibile”, dice Monti facendo riferimento alla Gran Bretagna.

15.08 – Ue, decisione su Croazia a febbraio. La decisione dell’Unione europea sull’adesione della Croazia sarà presa nel Consiglio Esteri di febbraio. Lo ha reso noto il presidente del Consiglio Ue Herman Rompuy nella conferenza stampa finale del Vertice di Bruxelles. “L’obiettivo – ha detto Van Rompuy – è quello di garantire alla Serbia lo status di candidato”. Van Rompuy ha anche assicurato che Bruxelles monitorerà attentamente le mosse di Belgrado fino a febbraio. La decisione dei ministri degli Esteri sarà poi confermata di capi di stato nel summit Ue del mese successivo. I leader dell’Ue hanno firmato oggi a Bruxelles il trattato di adesione della Croazia che dal primo luglio 2013 diventerà il ventottesimo Stato membro dell’Unione.

14.49 – Merkel: “Felice che Bce appoggerà Efsf”. ”Sono molto contenta dell’appoggio che la Bce darà all’Efsf, perchè lo renderà più efficiente”: lo ha detto la cancelliera Angela Merkel al termine del vertice Ue.

13.19 – Piazza Affari +2,56%. Piazza Affari accelera a metà seduta e si conferma la migliore d’Europa. L’indice Ftse Mib segna un +2,56% a 15.361 punti, mentre l’All Share guadagna il 2,30%. Ben intonato il comparto bancario guidato da Intesa sp (+5,32%) e Unicredit (+4,95%). Molto bene anche Ubi (+3,13%), Mps (+2,87%) e Mediobanca (+2,94%, dopo il tonfo di ieri).  Banco popolare guadagna l’1,89% e Bpm l’1,18%. Tra gli assicurativi, bene Generali (+2,93%), ok Fonsai (+1,81%) in vista del cda di lunedi’. Energetici positivi con A2a (+2,05%), Enel (+1,42%), Eni (+1,65%) e Saipem (+3,48%). In evidenza Fiat (+4,20%), e il titolo industrial (+3,62%). Toniche Buzzi (+4,61%) e Mediaset (+4,37%). In controtendenza Diasorin (-3,74%) e Lottomatica (-0,51%)

12.28 – Spread a 447 punti. Lo spread tra Btp e Bund scende sotto i 450 punti e attualmente è a 447 punti. I mercati apprezzano la notizia che la Cina si appresta a varare un fondo da 300 miliardi di dollari per aiutare Europa e Usa. Fonti bene informate fanno sapere che la Bce sta acquistando bond italiani a breve, con scadenze tra 2 e 4 anni.

12.17 – Piazza Affari accelera (+2,05%). Piazza Affari accelera e l’indice Ftse Mib sale ora del 2,05%. Intesa Sanpaolo guadagna il 4,98%, Unicredit il 4,15% e Mps segna un rialzo del 3,36%. Bene Fiat Industrial (+3,30%) e Fiat (+2,55%), mentre rimbalza anche Finmeccanica (+2,39%).

12.16 – Spread a 450 punti. Lo spread Btp-Bund si riduce a 450,9 punti base con il rendimento del decennale italiano in calo al 6,57%. Sulla scadenza quinquennale, il rendimento è al 6,90% dopo aver toccato in mattinata il 7% per la prima volta dal primo dicembre e per il biennale, il tasso è al 6,19%.

12.12 – Cina pensa a fondo per aiutare Ue e Usa. La banca centrale cinese sta pensando di creare un nuovo veicolo finanziario da 300 miliardi di dollari, per l’utilizzo delle sue enormi riserve valutarie. In pratica l’idea di Pechino, secondo quanto riferiscono fonti bene informate, riguarda l’istituzione di due distinti fondi, uno per gli investimenti in Europa e l’altro per gli investimenti negli Usa. L’annuncio del fondo cinese arriva, non a caso, mentre Bruxelles vara l’accordo a 23 paesi per la nuova unione fiscale e sblocca i 200 miliardi di dollari da assegnare al Fmi. Il veicolo finanziario cinese verrà affidato alla Safe, l’organismo amministrativo che gestisce i 3.200 miliardi di dollari di riserve valutarie. Secondo quanto rivelano le fonti, il fondo diretto agli Usa si chiamerà Hua Mei e quello indirizzato all’Europa Hua Ou. Il governo cinese ha già chiaramente detto di essere interessato a investimenti diretti nelle imprese europee e statunitensi e non soltanto nell’acquisto di bond europei.

12.00 – Borse europee restano positive. Prosegue in territorio positivo l’andamento delle piazze finanziarie europee che alle 12 ampliano i guadagni. A guidare i listini del Vecchio Continente Piazza Affari, con il Ftse Mib che avanza dell’1,93% e l’All Share che guadagna l’1,66%. In rialzo Lisbona (+0,6%); Amsterdam (+1,02%); Parigi (+1,31%); Bruxelles (+1,11%); Francoforte (+1,3%); Londra (+0,5%); Madrid (+0,76%); Zurigo (+0,3%).

11.45 – Spread a 451 punti. Lo spread tra Btp e Bund si attesta sopra i 450 punti e attualmente e’ a 451 punti. Intanto fonti bene informate fanno sapere che la Bce sta acquistando bond italiani a breve, con scadenze tra 2 e 4 anni.

11.30 – Cominciati in ritardo i lavori al vertice Ue. Sono cominciati, con almeno un’ora di ritardo, i lavori della seconda giornata del vertice Ue. In agenda, la formalizzazione dell’accordo a 23 (i 17 paesi della zona dell’euro più Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania) raggiunto in nottata sul nuovo patto di bilancio e stabilità, l’energia e l’allargamento. I 27 devono decidere se concedere lo status di paese candidato alla Serbia e fare entrare la Bulgaria e la Romania nell’area di libera circolazione Schenghen.

11.25 – Milano in crescita. L’indice Ftse Mib sale dell’1,12%. Particolarmente tonici Intesa Sanpaolo (+3,97%) e Unicredit (+3,01%), mentre ha allungato il passo anche Fiat Industrial (+1,45%). Più prudenza su Fondiaria Sai, che recupera un frazionale 0,26% dopo il tonfo della vigilia. Recupera Premafin (+5,45%), relativamente più tonica della capogruppo anche la Milano Assicurazioni (+1,85%). Cauta anche Mediobanca (+0,22%). Viaggia in terreno negativo il Banco Popolare (-2,67%). Vendite su Tod’s (-1,61%) e Lottomatica (-1,62%).

10.31 – Napolitano: “Spero che a Bruxelles vada tutto bene”. ”Auguro che tutto vada bene a Bruxelles”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, giungendo a Napoli nella sede della Società napoletana delle Scienze.

9.40 – Recuperano le Borse europee dopo un avvio negativo. I mercati stanno reagendo all’accordo raggiunto dai leader europei a Bruxelles, che consente l’avvio di un’unione di bilancio e fiscale, anche se solo a 17 Paesi. Londra sale dello 0,13%, Milano dello 0,66%, Francoforte scende dello 0′,16% e Parigi avanza dello 0,27%.

9.39 – Borsa, avvio in altalena. Avvio in altalena per Piazza Affari dopo l’accordo raggiunto nella notte al vertice Ue. A circa una ventina di minuti dall’avvio in calo, gli indici invertito rotta toccando un progresso massimo pari al punto percentuale. Ora il Ftse Mib segna un +0,88% a 15.109 punti, mentre l’All Share guadagna lo 0,70%. Sul paniere principale, tra i bancari, toniche le big, Intesa Sp (+2,87%) e Unicredit (+2,34%). Bene anche Mediobanca (+2,20%) dopo il calo di ieri. Dopo un avvio incerto, in rialzo anche Fonsai (+1,61%). Tra gli energetici, Enel cede lo 0,26% dopo che Standard and Poor’s ha messo sotto osservazione il rating a lungo termine (A-) per un eventuale downgrade. Sulla parita’ Eni. Tra gli industriali, ok la galassia Agnelli con Fiat (+1,27%) e il titolo industriale (+1,21%). Bene anche Finmeccanica (+1,06%). Giu’ St (-0,81%) e Lottomatica (-1,11%).

9.32 – Spread a 452 punti. Lo spread Btp-Bund oscilla a 457,8punti base, con il rendimento del 10 anni italiano al 6,59%. Il differenziale di rendimento tra Francia e Germania è a 137,7 punti e quello della tra Bonos spagnoli e Bund a 393,8.

9.13 – Chiusura in ribasso per Hong Kong. Chiusura in forte ribasso perHong Kong che risente dell’incertezza in Europa, finendo una giornata che ha visto l’indice sempre in ribasso. L’indice hang Seng fa registrare al termine delle contrattazioni -2,73% pari a 521,58 punti finendo a 18.586,23 punti. In ribasso anche la borsa di Shanghai, dove l’indice Composite ha chiuso a -0,62% pari a 14,55 punti finendo a 2.315,27 punti. Anche Taiwan ha chiuso in perdita facendo registrare -1,28% pari a 89,6 punti, finendo a 6.893,3 punti.

9.07 – Moody’s taglia rating banche francesi. Moody’s ha tagliato il rating delle banche francesi Societè Generale, Bnp Paribas e Credit Agricole per il peggioramento della situazione di liquidità e dell’accesso al finanziamento. L’agenzia ha tagliato di un gradino il giudizio sul debito a lungo termine delle tre banche: Societè Generale ad A1; quello di Bnp Paribas a Aa3; e quello di Credit Agricole a Aa3. Per SocGen Moody’s ha anche sottolineato che la probabilità che la banca possa ricevere un sostegno sistemico è molto alta.

9.00 – Piazza Affari apre a -0,60%. Piazza Affari apre in calo. L’indiceFtse Mib cede lo 0,60% a 14.888 punti in avvio.

08.48 – Dopo accordo, male le borse asiatiche. Le Borse asiatiche reagiscono negativamente al nuovo accordo per rafforzare la disciplina di bilancio e fiscale nell’area euro, intesa che sara’ adottata da 17 Stati della zona e non dai 27 membri Ue. Tokyo chiude in discesa dell’1,48%, Seul termina a -1,97%. Hong Kong perde il 2,86% e Shanghai lo 0,67%.

08.28 – Spread oltre i 450 punti. Spread in salita tra i titoli italiani e i bund tedeschi oltre quota 452 punti dopo la chiusura di ieri a 444 punti. Il rendimento dei btp decennali è al 6.52%.

08.11 – Lo spread fra Btp e Bund continua a salire. Dopo l’apertura appena sotto i 445 punti, il differenziale si attesta ora a 447 punti.

8.00 – Wall Street chiude in ribasso. In deciso ribasso la chiusura di ieri di Wall Street con il Dow Jones che ha lasciato sul terreno l’1,63% a 11.997,7 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto l’1,99% a 2.596,38 punti e l’S&P 500 ha registrato un calo del 2,11% a 1.234,35.

7.14 – Dopo l’accordo indice Nikkei a -1,5%. La borsa di Tokyo risponde negativamente al nuovo accordo per rafforzare la disciplina di bilancio e fiscale nell’area euro, accordo che sara’ adottato solo da 17 membri della zona. L’indice Nikkei, che raccoglie i principali titoli del mercato nipponico, ha chiuso in negativo, lasciando sul terreno l’1,5 per cento e chiuso a 8.536,46.