Governo Monti: rigore, equità, sviluppo.
Col rigore ci siamo. Ma dov’è l’equità? E a quando lo sviluppo?

Una lacrima sul viso

Equità, rigor, sviluppo.
Mario Monti ed il suo gruppo
di sapienti bocconiani
hanno preso gli italiani,

si può dir?, per il sedere.
Sembra, ahinoi!, che il Cavaliere
non sia fuor, coi suoi cialtroni,
dalla stanza dei bottoni,

ma continui a comandare.
Monti ha un bel darsi da fare
come premier novità
che promette l’altolà

ai misfatti del caimano
e dà al popolo italiano
la speranza nel futuro,
come quando cadde il muro.

Ha cambiato poco il clima,
tutto resta come prima.
Fu Catricalà la mossa
a causar la prima scossa:

dove stava Gianni Letta
siede l’uom che ha la ricetta
per combattere l’umét,
favorendo Mediaset

e i conflitti d’interessi…
La Giustizia? Siam malmessi,
la ministra Severino
pensa come l’omarino

circa le intercettazioni
e i pentiti mascalzoni:
se giustizia si vuol fare
son brutture da evitare.

E Milone alla Difesa?
E’ una scelta che dà offesa
l’aver sottosegretario
di La Russa un emissario.

Pitruzzelli all’antitrust?
Non sarebbe proprio un must
aver l’uomo di Schifani
a evitar nessi malsani.

Minzolini? E’ ancora là.
Guarguaglini? Se ne andrà,
si può dire?, ben pasciuto.
Il goldon? Non pervenuto

nella lotta all’Aidiesse.
Si moltiplican le messe
e i salamelecchi al Papa,
mentre Porta a porta arrapa

l’instancabile premier
che andrà dove il Gran Lacché
dà spettacoli del cazzo:
dalle storie di Marrazzo

al delitto di Avetrana,
dalle palle alla caimana
ai diari di Benito,
da Scajola imbufalito

per la casa al Colosseo
a Gianfranco Fini reo
per la casa che al cognato
regalò nel Principato.

Nel talkshow del turpe insetto
l’italiano, poveretto,
ha toccato infin con mano
la road map del bocconiano.

Trascurare l’evasione
come vuole il Capellone.
Aumentar molto le tasse
non al ricco, ma alle masse.

Elogiando i sacrifici,
far pagar di nuovo l’Ici.
Anche al Papa? Ma che, scherzi?
Dai prelati mai i sesterzi,

così sono abituati.
Dar la caccia ai pensionati
d’ieri, d’oggi e di domani
senza mettere le mani,

con la vil patrimoniale,
dei riccon nel capitale.
Di un gran debito alla faccia
proseguir nel comprar caccia

per far guerra…dove e quando?
E al politico nefando
far pagar meno di niente.
Si può dire impunemente

che son Silvio e Monti eguali?
Quasi…i bocconian sodali,
colossal tecnico vanto
di un Napolitano santo,

ci massacran sì di tasse,
però con lacrime e classe,
imponendoci il rimedio
senza farci il dito medio

e negandoci ogni pacchia
senza insulto né pernacchia.
Aria nuova…i baciapile
ci han fottuti, ma con stile.