Il segretario del Pri Francesco Nucara

“Caro Luigi l’O.d.G. (ordine del giorno, ndr) da te ritirato lo faccio mio: Benigni ebreo comunista!”. L’assessore all’Urbanistica del Comune di Reggio Calabria, Luigi Tuccio, non ha avuto neanche il tempo di chiedere scusa a Benigni per avergli dato su Facebook del “miliardario, comunista ed ebreo”, che un altro “Peppe Boys” (la cerchia del presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, ndr) è caduto nello stesso errore. Ha perso la testa anche l’ex assessore al Bilancio Giuseppe Agliano, pure lui ex aennino svegliatosi nel Popolo della Liberta e, soprattutto, strettissimo collaboratore del governatore. Tanto stretto che Scopelliti lo ha nominato componente del suo staff alla Regione Calabria.

Agliano ha affidato sempre al social network il suo pensiero antisemita. Ha tentato di solidarizzare con il collega di partito, contestato dalla politica e, addirittura, dal presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna. A segnalare la notizia delle stravaganze ‘facebookiane’ degli esponenti di centrodestra è stato il segretario cittadino del Pdci, Ivan Tripodi, secondo cui il fatto “che la città di Reggio Calabria fosse amministrata da coloro i quali hanno distrutto e indebitato il Comune è stato formalmente scoperto dai cittadini reggini soltanto qualche settimana fa, ma che l’amministrazione comunale fosse in mano a squallidi personaggi razzisti e nazi-fascisti è una triste verità che è emersa, agli occhi increduli dei reggini e dei calabresi, nella sua cruda e tragica verità in queste ore”.

“Nonostante, la situazione e i guai odierni dell’assessore Tuccio – aggiunge Tripodi – Agliano, nel pomeriggio di ieri, con l’intento di difendere e vendicare il sodale Tuccio, ha scritto sulla bacheca Facebook del collega le stesso cose. Al di là della stranezza sintattica, una cosa è chiara: continuano a offendere gli ebrei e i comunisti. Insomma, hanno gettato la maschera, senza alcun ritegno e nessuna remora. Ci troviamo di fronte a personaggi che, con vergognoso orgoglio e con un incredibile senso di sfida, esprimono la loro convinta appartenenza ideologica alle idee nazi-fasciste e anti-comuniste. Questi sono gli uomini e le idee del tanto declamato ‘modello-Reggio’, vale a dire un covo di intolleranti razzisti e anti-semiti”.

Per il segretario dei Comunisti italiani, inoltre, “si utilizzano, ancora una volta e senza alcun problema, le parole ebreo e comunista come termini per offendere e dileggiare il prossimo. Tutto ciò è inaccettabile poiché offende la memoria di milioni di donne e uomini innocenti che hanno subito persecuzioni e deportazioni pagate con la vita. Con orgoglio possiamo affermare che i cittadini di Reggio e della Calabria si vergognano di Tuccio e di Agliano e respingono con convinzione le loro parole. A questo punto non ci possono essere scuse o giustificazioni di sorta: il sindaco Arena deve immediatamente revocare dall’incarico di assessore l’insensibile Tuccio e il presidente Scopelliti deve cacciare dalla sua segreteria particolare il componente Agliano. Se non lo faranno sarà chiaro a tutti il loro pensiero sulla materia. Purtroppo, siamo costretti a ricordare concetti basilari che, pensavamo, fossero patrimonio comune di tutta la società civile e democratica del nostro Paese”.

Pesantissimo il commento del segretario del Pri, il reggino Francesco Nucara, specie perché proviene da un esponente politico di centrodestra: “A prescindere dalla simpatia o antipatia nei confronti dell’artista in questione, voglio avvisare l’assessore che il fascismo e il nazismo sono finiti. E’ morta e sepolta anche la litania mussoliniana sul complotto giudaico plutocratico massonico. Ritengo talmente gravi le frasi di Tuccio – dice ancora il segretario del Pri – che non mi rimane altro che chiederne le dimissioni. Il sindaco revochi con urgenza le deleghe al dottor Tuccio, che ci fa vergognare di essere reggini. Questa posizione é condivisa da tutto il Pri calabrese”.

Sull’argomento è intervenuto anche il Pd con il senatore Roberto De Seta per il quale “gli insulti antisemiti a Benigni sono un’efficacissima autobiografia di chi li ha pronunciati, nella quale è difficile decidere se prevalga un altissimo tasso di fascismo o di imbecillità”. Condanna secca anche da parte del consigliere regionale dei democrat Demetrio Battaglia secondo cui “le dichiarazioni dell’assessore Tuccio sugli ebrei rendono incompatibile la sua presenza nella giunta comunale di Reggio, tanto più per la sua condizione di assessore non eletto”.